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Lo Spinea si candida Il presidente Scopece: «Possiamo essere la squadra-sorpresa»

Un gruppo ambizioso deciso a risalire verso il calcio  che conta. «Eccellenza alla nostra portata». La panchina affidata a Pierpaolo D’Este

Spinea

A poche ore dall’inizio del campionato lo Spinea si candida a possibile squadra-sorpresa in Promozione. Ci sarà il giusto mix di esperienza e gioventù nel gruppo affidato ad un allenatore che già conosce l’ambiente come Pierpaolo D’Este per una stagione che si preannuncia combattuta. «Non ci sono favorite sulla carta. Forse per il mercato di questa estate Porto Viro e Robeganese possono considerarsi tra le più quotate» commenta Mario Scopece, presidente della formazione che si è recent ...

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A poche ore dall’inizio del campionato lo Spinea si candida a possibile squadra-sorpresa in Promozione. Ci sarà il giusto mix di esperienza e gioventù nel gruppo affidato ad un allenatore che già conosce l’ambiente come Pierpaolo D’Este per una stagione che si preannuncia combattuta. «Non ci sono favorite sulla carta. Forse per il mercato di questa estate Porto Viro e Robeganese possono considerarsi tra le più quotate» commenta Mario Scopece, presidente della formazione che si è recentemente presentata allo stadio Tonello, «noi abbiamo tutte le possibilità per fare un buon campionato. Negli anni scorsi abbiamo disatteso le aspettative. Partivamo con grandi ambizioni e invece sappiamo com’è andata. Quest’anno invece l’allestimento della rosa risponde a quelle che sono le mie preferenze. Abbiamo dei giocatori di esperienza ma anche tanti giovani, perché su di loro dobbiamo puntare».

Ma a che cosa mira questo Spinea? «In questi ultimi anni ci siamo impegnati per far risalire lo Spinea in campionati degni della sua tradizione. Questa realtà lo merita e la società ha le strutture per poter ambire almeno all’Eccellenza, se non anche alla D, anche se l’ultimo campionato regionale in queste stagioni, viste le società blasonate che vi partecipano, sembra proprio una seconda D». Quindi i gialloblù ai vertici del calcio regionale? “Sarebbe il premio per il lavoro svolto in questo ultimo periodo. Ma per puntare in alto ci vorrebbe un progetto che io cerco di portare avanti da anni. Dobbiamo uscire dai campanilismi che hanno sempre caratterizzato le nostre società. Si dovrebbe pensare ad un sodalizio sportivo che possa contare su un settore giovanile con oltre mille ragazzi, una sola prima squadra che milita dalla serie D in su e una seconda dove i giocatori che non trovano spazio possano giocare. Solo così non disperderemmo energie inutili». —

Alessandro Torre