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Ballan: «Bisogna riavvicinare i giovani al ciclismo»

L’ex iridato di Castelfranco: «Pochi sponsor, nessuna italiana nel giro che conta. I mondiali? Valverde e Nibali favoriti»

TEGLIO VENETO. Una serata con Alessandro Ballan. Bel successo dell’iniziativa del GS Cintellese 1987 che ha ideato (con il main sponsor Promocolor) una cena di tributo all’ex campione del ciclismo professionistico. Presenti circa 200 persone che hanno condiviso la serata con l’ex ciclista di Castelfranco, vincitore del Giro delle Finadre nel 2007 e del Campionato del mondo, prova in linea, a Varese nel 2008. A margine della serata, Ballan ha parlato a ruota libera: «Ho raccolto l’invito di G ...

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TEGLIO VENETO. Una serata con Alessandro Ballan. Bel successo dell’iniziativa del GS Cintellese 1987 che ha ideato (con il main sponsor Promocolor) una cena di tributo all’ex campione del ciclismo professionistico. Presenti circa 200 persone che hanno condiviso la serata con l’ex ciclista di Castelfranco, vincitore del Giro delle Finadre nel 2007 e del Campionato del mondo, prova in linea, a Varese nel 2008. A margine della serata, Ballan ha parlato a ruota libera: «Ho raccolto l’invito di Gianluca Geremia (direttore generale della Cintellese, ndr), con cui ho corso tanti anni nelle giovanili. Mi piace la sua iniziativa del rilancio della Cintellese: c’è bisogno di riavvicinare i giovani al ciclismo».

Come sta il ciclismo giovanile italiano?

«Da almeno dieci anni vive una fase di difficoltà. Molti sponsor hanno lasciato il ciclismo per la crisi economica. Quando correvo io c’erano più società, mi davano la bici, venivano a prendermi agli allenamenti e prendevo rimborsi. Ora non è più cosi così, lo vedo anche dall’attività delle mie figlie».

Hai trasmesso loro la passione ciclistica?

«Azzurra corre nei giovanissimi della Luparense, Stella negli allievi del Giorgione Rosa».

Parliamo di ciclismo professionistico italiano, che ha portato solo 13 atleti al Tour di quest’anno.

«L’argomento è ancora la crisi economica e l’allontanamento degli sponsor, basti pensare che non c’è nessuna squadra italiana nel giro che conta. Abbiamo sofferto l’ascesa di Inghilterra, Australia e altre realtà emergenti. In Italia resistono il Giro, la Milano Sanremo, la Tirreno Adriatico e il Lombardia, mentre tantissimi altri eventi sono diventati di rincalzo. Si corre in altre parti del pianeta, dove girano più soldi».

A settembre c’è il mondiale a Innsbruck. Si interromperà il dominio di Sagan?

«Conosco il percorso, c’è molta salita. Potrebbero giocarsela Valverde o Nibali».

Il ciclismo italiano può risorgere?

«Non proprio a breve termine, ma può farlo se gli addetti ai lavori avranno pazienza nel crescere i giovani che spesso si perdono per strada».

Gianluca Rossitto . BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.