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Perugia a corrente alternata Cerri e Di Carmine fanno paura

MESTRE. Voleva di più, il Perugia, all’inizio della stagione, ma troppi tasselli non sono andati nelle caselle giuste. E adesso si ritrova ai playoff, partendo dall’ottava posizione, per cercare di...

MESTRE. Voleva di più, il Perugia, all’inizio della stagione, ma troppi tasselli non sono andati nelle caselle giuste. E adesso si ritrova ai playoff, partendo dall’ottava posizione, per cercare di arpionare in extremis la Serie A. La forza del Perugia è l’attacco, che ha realizzato 67 reti (secondo solo all’Empoli) mandando in gol 18 giocatori, una squadra che a febbraio ha inserito l’estro di Diamanti, dopo che il mercato di gennaio aveva portato in Umbria anche Leali, Gustafson, Dellafiore e Germoni. Una squadra che schiera in attacco Di Carmine (22 reti) e Cerri (19 gol, di cui 11 nel girone di ritorno e 4 in Coppa Italia) non poteva non partire con ambizioni di promozione. All’inizio in panchina Federico Giunti, ex Maceratese, una parentesi breve, 11 partite (13 punti), nonostante un avvio scoppiettante (5-1 a Chiavari, 4-2 con il Pescara) e 13 punti nelle prime sei partite. Poi il buio, cinque sconfitte consecutive, compreso l’1-5 al Curi con la Pro Vercelli, fino allo 0-3 casalingo con il Cesena. Tanti saluti a Giunti, ed ecco Roberto Breda, un avvio al singhiozzo, tanto che dopo la sconfitta di Venezia (0-1, Garofalo), il Perugia si è ritrovato al diciottesimo posto, in piena zona playout. La delusione di Han (5 reti nelle prime 4 gare), poi l’eclisse, fino al rientro al Cagliari, le difficoltà a carburare di Cerri (4 gol nel girone d’andata), il peso dell’attacco sulle spalle di Di Carmine e Buonaiuto, al giro di boa, il Perugia era soltanto al quattordicesimo posto in classifica con 24 punti, a sei lunghezze dall’ottavo posto occupato allora dallo Spezia. Da febbraio, il Perugia inizia a volare: l’11 ferma il Parma al Tardini (1-1), una settimana dopo batte il Palermo (1-0), poi passa a Frosinone (3-1), infilando sei vittorie consecutive: alla 31ª giornata gli umbri sono sesti in classifica, due settimane dopo salgono addirittura in quarta posizione, poi il nuovo crollo nelle ultime sei gare, iniziato con l’incredibile sconfitte casalinga (2-3) nel derby con la Ternana. Tre punti su 18, tre pareggi con Ascoli, Salernitana e Novara, l’addio ai sogni di promozione, i playoff blindati solo alla penultima giornata con il pareggio in casa col Novara. Il presidente

Santopadre esonera Breda e si affida ad Alessandro Nesta, al rientro in Italia dopo sei anni in Nord-America, ultime due stagioni come allenatore del Miami Fc. L’esordio a Empoli non è fortunato (1-2), adesso ci riprova nei playoff, e incrocia subito Pippo Inzaghi. (m.c.)

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