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«Macchè sogno. Voglio subito la Serie A»

Il presidente Tacopina caricatissimo in vista dei playoff. «Nulla deve farci paura. Ma alla curva dico: basta con quei petardi»

VENEZIA. «E adesso sotto con il Perugia!». Joe Tacopina non va per il sottile, e la sua affermazione appare un imperativo nella lotta alla promozione in Serie A. I playoff iniziano domenica 27 con la sfida agli umbri, e per il presidente non ci sono dubbi: «Ora mi aspetto di vincere, punto. In base alla qualità della nostra rosa e al carattere dei giocatori di cui dispone Filippo Inzaghi, dobbiamo vincere. Non fosse solo per il denaro investito in questa stagione dal mio club, il quarto bilancio della categoria sotto questo aspetto. Se sono soddisfatto? Mai, fa parte del mio carattere, e il destino in questo momento è solamente nelle nostre mani. Dobbiamo guardare a domenica e al Perugia, poi il nostro obiettivo sarà puntato sul Palermo. Non dobbiamo avere paura di nessuno, e non ci fa paura nessuno. Voglio che il Venezia giochi il suo calcio, sia attento e giochi soprattutto bene». Tacopina è un fiume in piena. Non usa mezze parole e incita i suoi giocatori. «Qualità e carattere sono le caratteristiche del Venezia Football Club in ogni sua componente» aggiunge il numero uno del club, «spero di aver trasferito a giocatori e staff ciò che penso e cerco di mettere in atto ogni giorno. La voglia di vincere soprattutto. Non mi preoccupo di chi dovremo affrontare domenica o dopo, dovremo vincere e basta».

Se si guarda alla stagione, però, Tacopina non appare del tutto soddisfatto. «Naturalmente ci sono state situazioni e partite in cui abbiamo lasciato per strada troppi punti. Penso Carpi, Perugia, Foggia, Pescara e Cesena. Altrimenti saremmo già direttamente in Serie A. Ci credo comunque al cento per cento nella promozione, e ogni giorno il mio obiettivo è puntato sui playoff e sul futuro. Voglio trasmettere il mio entusiasmo alla squadra in questo momento. L’espulsione di Inzaghi? Vedremo cosa succederà, mi aspetto comunque un deferimento». E poi il presidente del Venezia punta il dito sui petardi, pessima abitudine del tifo arancioneroverde, che alla società sta costando migliaia di euro in multe da inizio stagione. «È assurdo e non riesco a capire perché i ragazzi della curva non intuiscano il problema» conclude «se lanci petardi o bombe carta i giocatori della tua squadra non corrono più veloci, solamente mi spavento io e si spaventa altra gente allo stadio. Senza contare il costo di questi gesti. Da inizio anno abbiamo speso più soldi per pagare le multe ricevute rispetto a quelli incassati per tutti i biglietti

e gli abbonamenti della stessa Curva sud. Parliamo di quasi 25 mila euro. Dico basta! I petardi sono inutili e solo pericolosi per chi li usa e per la gente nello stadio. Una pessima abitudine che non capisco e che mi auguro finisca il prima possibile».

Simone Bianchi

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