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L’ostacolo Trento per centrare la finale

Biligha: «Stiamo bene, lo abbiamo dimostrato con Cremona»

MESTRE. Si apre la settimana che porta alla semifinale con l’Aquila Trento, Reyer che ha avuto un paio di giorni in più rispetto agli avversari per rifiatare e recuperare gli acciaccati (Cerella, Sosa). Prima la finale di Fiba Eurocup e la vittoria della coppa, adesso la prima semifinale dei playoff, visto che due anni, quando era a Cremona, fu proprio la Reyer a fermarlo nei quarti di finale. Paul Biligha si gode questi giorni di attesa della sfida contro Trento, punto fondamentale per centrare la seconda storica finale tricolore della storia granata. «Ci sono tante prime volte per me in questa stagione», osserva l’ala-pivot dei campioni d’Italia, «stiamo raccogliendo quanto abbiamo seminato dall’inizio di questa stagione. Stiamo bene sul piano fisico e mentale, riusciamo a esprimere la nostra pallacanestro».

Reyer (58 partite) e Trento (50) sono tra le squadre ad aver disputato finora il maggior numero di partite tra Italia ed Europa. Paul Biligha ha quasi raddoppiato il suo rendimento offensivo nei playoff, passando dai 6,1 punti di media della regular season agli 11,7 nelle tre sfide contro la Vanoli, migliorando anche la presenza sotto canestro (da 3,1 a 4,7 rimbalzi di media). La Reyer ha giostrato a suo piacimento della Vanoli Cremona nei quarti di finale. «Credo che il merito sia soprattutto legato alle nostre prestazioni. Eravamo consapevoli delle caratteristiche della squadra di Sacchetti, soprattutto al PalaRadi, non volevamo concedere nulla, fin dall’inizio delle partite. Non è un caso se il copione del primo quarto nelle tre gare è stato più o meno simile».

Prova autoritaria anche al PalaRadi, dove la Reyer aveva sofferto, e non poco, nella partita in regular season alla vigilia della Final Eight di Firenze. «Siamo arrivati ai playoff in buone condizioni, riusciamo a imporre il nostro gioco, Cremona aveva anche tanti giocatori alla prima esperienza nei playoff».

Suggestivo ed emotivo il saluto a Drake Diener. «Bei momenti, si avvertiva la commozione nel dire arrivederci a un grande giocatore, ha dato tanto alla pallacanestro da giocatore, sono sicuro che ne darà altrettanto da allenatore».

Chiudere la serie dei quarti in tre partite ha comportato anche un miglior recupero sul piano fisico e una preparazione più lunga della serie di semifinale. «Tutti i giorni che potevamo risparmiare, erano ben accetti. In questa fase della stagione è fondamentale recuperare bene gli sforzi della partita».

Semifinale al meglio delle cinque partite, come i quarti di finale. «Minor possibilità di sbagliare, bisogna arrivare pronti alla prima sfida di venerdì sera». Per la Reyer si tratta della quarta semifinale consecutiva, la prima al meglio delle 5 partite: nel 2015-2016 il sogno della finale si infranse al Taliercio (3-4) contro la Grissin Bon Reggio Emilia, stessa sorte un anno dopo, ma contro l’Olimpia Milano (2-4), mentre nel torneo 2016-2017 il quintetto di Walter

De Raffaele liquidò in 6 partite (4-2) la Sidigas.

Primi movimenti sulle panchine di Serie A: Massimiliano Menetti ha salutato Reggio Emilia, Vincenzo Esposito lascia Pistoia e dovrebbe iniziare un nuovo ciclo al Banco di Sardegna Sassari.

Michele Contessa

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