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un po’ di numeri 

In campo 40 giudici e 60 raccattapalle 4000 bottiglie d’acqua

MESTRE . Il Venice Challenge vedrà in campo complessivamente una sessantina di giocatori, ma al lavoro sui campi e negli uffici ci saranno 130 volontari, un punto di riferimento per ogni edizione del...

MESTRE . Il Venice Challenge vedrà in campo complessivamente una sessantina di giocatori, ma al lavoro sui campi e negli uffici ci saranno 130 volontari, un punto di riferimento per ogni edizione del torneo. I giudici di linea saranno 40, espressione delle attività svolte dal Tc Mestre tra giocatori e appassionati, mentre 60 saranno i raccattapalle coordinati da Marco Carraro e tutti provenienti dalla scuola tennis del circolo di via Olimpia. In tutto verranno messe a disposizione per partite e allenamenti 6.500 palline, quattromila bottigliette di acqua e 1.500 quelle di integratori salini pronte a essere consumate dai tennisti durante l’intero torneo. Lo staff arbitrale può contare su sei elementi di caratura nazionale e internazionale, oltre al supervisor Atp Riccardo Ragazzini. Da due anni il torneo di singolare viene vinto da un giocatore portoghese, dopo Elias è toccato a Domingues, mentre nelle prime due edizioni sempre al maschile era toccato all’uruguayano Cuevas e poi all’argentino Gonzales. Il solo successo azzurro è legato al tabellone di doppio nel 2015, grazie a Potito Starace e Flavio Cipolla.

Domenica 27, prima della finale del singolare, ci sarà spazio al Tc Mestre anche per la sfida valida per l’ultimo

turno del girone di qualificazione di Serie B femminile a squadre. La formazione mestrina, capitanata da Gianna Doz, punta alla promozione in Serie A/2, e affronterà il Park Genova, una delle pretendenti al salto di categoria assieme proprio al circolo di via Olimpia. (s.b.)

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