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Buon compleanno Causin: «42, ma non smetto»

Basket C Silver. Il leader della Gemini Murano si racconta. Oggi torna al Lido per il derby con la Virtus»

MURANO. Quarantadue candeline messe attorno all’anello del canestro da basket da spegnere tutto di un soffio con un pensiero fisso, vincere la C Silver con il Gemini Murano e continuare a giocare chissà ancora per quanto tempo. La guardia di Spinea Alberto Causin ha compiuto ieri 42 anni, venti dei quali passati a fare canestro nelle palestre di tutta Italia tra serie A/1 e A/2, dal nord al sud, indossando anche la fascia da capitano della Reyer nell’anno del ritorno nella massima serie. E pensare che il “Caus” da bambino voleva seguire le orme da calciatore del papà Gianni, giocando da libero negli Esordienti dello Spinea.

«A 12 anni sono stato reclutato direttamente dal campetto dove giocavo a basket con gli amici, cosa che adesso sfortunatamente non si fa più, perché si preferisce la playstation alla pallacanestro sul cemento» si racconta il capitano del Murano, «mi portò in palestra Andrea Ferraboschi che guarda caso adesso è il mio allenatore. Di strada con la palla a spicchi in mano ne ho fatta tanta, ma non chiedetemi quando smetterò. Sto bene fisicamente e mi diverto tantissimo. Insegno educazione fisica alla scuola media di Scorzè e faccio il fisioterapista a Venezia. La giornata inizia presto, ma quando alla sera entro in palestra e respiro l’odore del parquet, le due ore di allenamento volano via che è un piacere. No, non smetterò presto, la forza me la danno i miei genitori e mia moglie Diana». Tanta serie A, ma anche categorie minori a partire dai Giants di Marghera sei anni fa con il titolo vinto di miglior marcatore della categoria. Poi c’è stata una breve parentesi al Lido in C2, quattro partite giocate e 82 punti una media pazzesca. E oggi (domenica) la capolista Murano sarà proprio alla “Olivi” in casa della Virtus Lido (palla a due alle 18,30).

«La mia esperienza al Lido è nata un po’ per caso, dovevo giocare un altro anno a Marghera, ma i Giants rinunciarono alla C/1. Il presidente Esposito mi conosceva già dai tempi dei camp fatti lì con la Reyer Venezia. Disputai qualche partita poi mi chiamò il Mestre. Oggi mi ritroverò di fronte alcuni ex compagni di squadra

come Saoner, Frison, Mazzarolo e Cosma. Non sarà una partita facile, hanno rimontato 24 punti ad Albignasego che è terzo in classifica. Per noi sarà la prima di otto finali tutte da vincere, se vogliamo vincere in campionato e salire in C Gold».

Thomas Maschietto

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