Quotidiani locali

Gioie e dolori raccontati al Panathlon

Deborah Compagnoni premiata da Fabrizio Coniglio per l’impegno con l’Unicef

MESTRE. Una delle cene conviviali più belle tra quelle organizzate dal Panathlon mestrino, un ospite d’eccezione quale Deborah Compagnoni e la gioia di tantissimi piccoli allievi della scuola dello Sci Club Mestre. All’hotel Bologna martedì sera le emozioni non sono mancate tra foto, filmati e autentici pezzi storici legati al mondo olimpico. Come le due torce utilizzate dai soci del club: quella di Cortina 1956 del tedoforo Antonio Serena, presidente onorario del Panathlon di Mestre, e quella di Torino 2006 di Alessio Ferronato e Alessandro Vianello. Con esse anche le tute originali dei tedofori di Torino 2006, edizione nella quale anche Deborah Compagnoni portò la torcia olimpica, cedendola poi a Piero Gros, altro protagonista dello sci alpino. Al suo arrivo la campionessa valtellinese è stata accolta dai bambini della scuola sci mestrina, che non credevano ai loro occhi potendo salutare, abbracciare e tenersi stretta Deborah Compagnoni. Centinaia le foto di rito, alle quali la campionessa olimpica non si è mai sottratta, dimostrando grandissima disponibilità e capendo l’entusiasmo dei più piccoli, ma anche degli adulti, in una rincorsa continua al selfie, ai complimenti e a qualche domanda extra sul mondo dello sci ai massimi livelli. Una cena durante la quale Deborah Compagnoni ha spaziato a 360 gradi, ha raccontato gioie e anche dolori, ricordi di infanzia e attimi intensi e ricchi di emozioni legati alle vittorie.

«Posso dire di essere stato emozionatissimo nell’incontrare una campionessa a tutto tondo, non solo per le sue imprese che non hanno bisogno di presentazioni, ma per quello che sta facendo ora in tema di solidarietà tra le raccolte fondi per la lotta alla leucemia e perché da tempo anche ambasciatrice Unicef» ha detto il presidente del Panathlon di Mestre,

Fabrizio Coniglio, «mi ha colpito la sua dolcezza e soavità, che la fa eleggere sicuramente nel club ristretto dei campioni che non si atteggiano mai da star. Una persona che sa provare empatia in chi sta intorno a lei. Un onore e una gioia averla avuta in mezzo a noi». (s.b.)

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