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La nuova Italtennis della ct Garbin «Largo alle giovani»

Il primo bilancio della mestrina alla guida della nazionale «Il momento è difficile ma le ragazze hanno tanto carattere»

MESTRE. C’è molto del carattere e della grinta di Tathiana Garbin nel successo dell’Italtennis femminile della scorsa settimana contro la Spagna. Un 3-1 siglato da Deborah Chiesa al tie-break del terzo set contro la Arrubarrena, che ha permesso alle azzurre di Federation Cup di puntare allo spareggio promozione contro il Belgio. Per Tathiana Garbin, ritiratasi nel 2011 dopo una lunga carriera piena di soddisfazioni, la consapevolezza che il gruppo sta crescendo nel non facile momento caratterizzato da un deciso ricambio generazionale.

Quale il bilancio di questo primo anno da ct di Federation Cup?

«Il risultato contro la Spagna a Chieti ha coronato le nostre speranze. Per il tennis femminile italiano è un periodo un po’ di difficoltà per il ricambio generazionale in corso. Dopo l’addio di Flavia Pennetta e quello prossimo di Roberta Vinci, ho chiesto pazienza per queste ragazze».

Cosa le sta dando questa esperienza?

«È stato un anno importante a livello di formazione, ma gli anni precedenti sono stati altrettanto preziosi lavorando con le ragazze più giovani già dal mio ritiro nel 2011. Ora che sono arrivate in prima squadra azzurra, posso dire di conoscerle già alla perfezione. Come se avessi già preso il comando sette anni fa. Per me è stata una grande occasione, nei momenti difficili bisogna tener duro. Questa nazionale dimostra che le ragazze hanno avuto grande carattere».

Largo ai giovani guardando al futuro?

«C’è stato un grande cambiamento di rotta e ho certamente puntato quest’anno sulle ragazze più giovani, anche rischiando tanto. Avrei potuto fallire nella scommessa, ma credo in loro e i risultati ci sono. Hanno grande cuore e hanno dimostrato, nonostante i pronostici contro di noi, di essere all’altezza».

Quanto è prezioso il ruolo di Sara Errani?

«Molto. Si è presa cura delle ragazze e mi ha dato una mano. È importante fare gruppo e quando sei stata molto forte non è facile avere a che fare con i più giovani. Lei si è trovata benissimo e le altre ragazze la guardano come un idolo. Dimostra ogni giorno quanto è importante essere umili».

Quale la chiave di volta contro la Spagna?

«Errani ha giocato e vinto match incredibili, ma il regalo è arrivato da Deborah Chiesa (qualche anno fa tesserata per il Tc Mestre, ndr), ma tutte hanno dato un contributo importante, anche da bordo campo».

Ora tocca al Belgio...

«Siamo sempre sotto pressione e sfavorite sulla carta, ma ci deve essere la consapevolezza di essere una squadra che lotta. Non possiamo porci come campionesse del mondo. Servono piedi per terra ben saldi».

Quali le insidie maggiori in questa sfida?

«Mertens è numero 20 del mondo, Flipkens ha grande esperienza, Van Uytvanck e la Wickmayer sono pericolosissime. È una squadra completa e bisogna capire da che parte prenderla. Almeno proveremo a farle giocare male».

Prevede cambi nell’Italia?

«Non so se ci saranno modifiche, dovrò valutare lo stato di forma delle ragazze, seguirle nei tornei per continuare così».



Vinci e Giorgi?

«Vinci darà l’addio a Roma tra qualche mese, quindi trovo giusto dare una opportunità alle più giovani. Camila Giorgi non posso tecnicamente convocarla finché non si risolve la diatriba con la Fit».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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