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Inzaghi: «Grande reazione dopo il gol del pareggio»

Il tecnico spiega l’espulsione: «Mi hanno tirato una bottiglietta e... l’ho restituita» Poi ammette: «Ero nervoso. Dopo Salerno hanno tentato di farci un processo»  

VENEZIA. Una bottiglia d’acqua lanciata in campo contro Filippo Inzaghi dopo il gol del momentaneo pareggio degli ospiti. Sarebbe questa la spiegazione alla base dell’espulsione del tecnico nella ripresa. Un episodio che ha lasciato di stucco tutti, addetti ai lavori attorno al campo compresi, tanto che adesso per le prossime sfide interne del Venezia potrebbero essere prese più strette misure di controllo verso chi si avvicina alla rete alle spalle delle panchine. «Cosa è successo? Mi è stata lanciata addosso una bottiglietta d’acqua, e semplicemente l’ho restituita...» spiega Inzaghi a fine partita, «mi spiace solo che potrei rischiare di saltare la trasferta di Parma». Un pessimo episodio, ma poi chiuso subito dall’allenatore del Venezia, che si è concentrato sulla corsa della sua squadra in campionato, e i dieci punti conquistati nelle ultime quattro sfide in calendario. «Abbiamo giocato una grande partita, un primo tempo tra i migliori fin qui disputati in stagione, e potevamo e dovevamo chiuderlo avanti almeno 3-0, viste le tante occasioni che siamo riusciti a creare, specie all’inizio. L’Avellino non ha quasi mai passato la metà campo, non ha tirato una volta in porta nei primi 45’, e poi il gol è arrivato per loro in maniera del tutto casuale». Il tecnico piacentino poi sottolinea un passaggio in particolare. «Sono sorpreso dalla prestazione della mia squadra, perché un gol preso in quella maniera poteva farci crollare il mondo addosso. Invece abbiamo avuto una grandissima forza d’animo e ne sono stupito davvero. Ho lasciato in panchina dei veri capitani, ma sono stati i primi che hanno sempre esultato in favore dei loro compagni in campo. Ho un grande gruppo, e si parla solo di altre squadre. Certo, se lo meritano magari, ma poi se guardiamo alla classifica noi siamo davanti a loro. Dispiace soprattutto per la società e i giocatori. Ecco, l’importante è non montarci però la testa». Poi Inzaghi ammette: «Ero nervoso, più io dei miei giocatori. Dopo Salerno hanno tentato di farci un processo, ma siamo stati bravi a non cascarci. Ora siamo sulla strada giusta, ci stiamo divertendo e va bene così. Dobbiamo guardare solo a noi stessi. L’Avellino? Grande squadra, soprattutto davanti dove ha ottimi giocatori, ma gli abbiamo tenuto testa perché stiamo crescendo con un atteggiamento giusto. Qualche limite ci resta ancora, ma i miglioramenti si vedono chiaramente».

Joe Tacopina sorride, è in vena di battute, e del resto i tre gol rifilati all’Avellino possono solo dare buon umore al numero uno del Venezia. «Oggi parlerò solo in inglese, ho bevuto troppo vin brulé per il freddo» scherza il presidente del Venezia, «battute a parte la squadra ha giocato

un primo tempo incredibile, dovrei citarli tutti i giocatori, senza riuscire a trovarne uno migliore rispetto agli altri. La cosa più importante resta il risultato, ma sono orgoglioso di questo gruppo, anche se non mi piace veder sbagliare troppi gol».

Simone Bianchi

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