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Calciatore salta la partita di campionato per donare midollo e salva una donna

Fabio Caramel, 25enne difensore dello Spinea, sprona i colleghi ad iscriversi all’Admo: «​Amici sportivi, diventate donatori. Con il midollo si salvano delle vite»

SPINEA. «Da una semplice adesione si può arrivare a salvare una vita. Più persone si registrano, più possibilità ci sono». Queste le parole di Fabio Caramel, 25 anni, difensore centrale del Fc Spinea 1966 che lunedì scorso ha donato il proprio midollo osseo per salvare la vita ad una donna malata. Il giocatore, che in passato ha vestito le maglie di Goc, Favaro e Robeganese, abita a Marcon e lavora nell'azienda di famiglia specializzata nella verniciatura e metallizzazione. «Ho iniziato a donare il sangue all'età di 18 anni», racconta Caramel, «Quando mi sono iscritto all'Avis di Mestre mi hanno detto che potevo eseguire la tipizzazione e iscrivermi anche all'Admo spiegandomi la possibilità di donare il midollo osseo. Mi è sembrata una grossa possibilità e ho accettato».

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Le statistiche dicono, nel caso di donazione del midollo osseo, che ci può essere compatibilità in un caso ogni centomila. Destino vuole che a dicembre Fabio Caramel abbia ricevuto una telefonata che gli spiegava che il suo midollo era risultato compatibile con quello di una donna malata. «La donazione del midollo osseo è un gesto veramente nobile», commenta Fabio, «e con lo sviluppo della medicina non provoca molti dolori. Ora ci sono due percorsi poco invasivi, attraverso le ossa delle anche o con la donazione da sangue periferico».

Fabio è stato sottoposto a questa seconda procedura. «È un processo che dura 4-5 ore ed è molto stancante», racconta, «Ma se si pensa che c'è la possibilità di salvare una persona, lo sforzo di un giorno è niente. Inoltre vieni accompagnato, seguito e sostenuto con molta professionalità sia dal personale medico che dalla stessa associazione Admo. Devo ringraziare anche il Calcio Spinea per la disponibilità, per aver capito e sostenuto la mia richiesta». Fabio ha infatti saltato una partita importante, ma sia la società che i compagni di squadra lo hanno incoraggiato ed applaudito.

Il giovane calciatore non si sente un eroe. «Sto passando come l'eroe di turno per il gesto generoso che ho fatto, quello che dirò ai miei amici ed alle persone che me lo chiederanno è che sono stato eroe solo perchè ho deciso di registrarmi. Tutti possono e devono dare la propria adesione. Io mi sento bene e sono felice, mi rendo conto che è stato il destino a darmi questa opportunità. Qualche amico si è già informato per sapere come potersi registrare».
Clarissa: "La cultura del dono mi ha salvato la vita" Clarissa Salvadori ha 20 anni. Nel 2012 si ammala di leucemia, grazie a 180 trasfusioni e un trapianto di midollo ha sconfitto la malattia. Ora la sua missione è parlare ai ragazzi come lei, far capire l'importanza delle cultura del dono. L'articolo (a cura di Annalisa D'Aprile)

Fabio Caramel è attivo anche nel mondo del volontariato. «Sono presidente dell'associazione di beneficenza Uguale», racconta, «composta da una trentina di ragazzi under 30. Organizziamo manifestazioni per raccogliere fondi da destinare ad altre associazioni che operano con persone con disabilità. In due anni di attività abbiamo finanziato progetti per 15mila euro».


 

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