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Michele Godino, dalla laguna alle nevi coreane

Risulta goriziano ma è nato a Chioggia un candidato al podio nello snowboard alle Olimpiadi invernali

CHIOGGIA. La nuova promessa dello snowboard olimpico arriva dal mare. Si chiama Michele Godino, ha da poco compiuto 26 anni, è nato a Chioggia, dove il papà ha un’agenzia di spedizioni marittime, e attualmente è in Corea per le Olimpiadi invernali (secondo atleta olimpico chioggiotto dopo la velista Silvia Zennaro, in gara lo scorso anno ai Giochi di Rio).

Michele Godino a Chioggia è rimasto fino a quando è andato alle scuole superiori, prima di trasferirsi a Gorizia, dove abita la madre. Ama la montagna, lo snowboard, la neve, ma è rimasto legatissimo alla sua terra natale, perché ogni estate raggiunge papà Fabio con cui si cimenta nella pesca subacquea. Preda prediletta: il branzino. E sarà stata magari proprio una dieta a base di pesce a portare questo ragazzotto di 186 centimetri, che gareggia per il Gruppo Sportivo dell’Esercito, a primeggiare nello snowboard, specialità boardercross, tanto da essere inserito nella lista diramata dal Coni degli 84 atleti convocati per le Olimpiadi di Pyeongchang.

Una convocazione ottenuta grazie agli ottimi risultati in Coppa del Mondo, con lo splendido secondo posto di Feldberg proprio alla vigilia dei giochi, il primo podio in carriera di Godino, alle spalle del pluricampione Pierre Vaultier, il grande favorito per la medaglia d’oro.

«Da due anni faccio parte del gruppo della Nazionale» racconta «ed ora mi ritrovo alle Olimpiadi, grazie anche al lavoro svolto sulla neve, agli allenatori e a tutti quelli che credono in me. L’obiettivo? Già essere qui è per me un successo, ma non sono venuto con l’intenzione di fare il turista e magari proverò ad arrivare in finale».

Michele Godino è uno sportivo nato e gioca anche a pallacanestro, a Gorizia. «Ogni tanto mi chiamano e vado volentieri a giocare qualche partita, ma con l’unico obiettivo di divertirmi». Infatti è lo snowboard la sua grande passione. Ha messo gli sci ai piedi quando era ancora un bambino. «Mia madre mi portava ad Asiago e lì ho imparato sin da piccolo a cavarmela con gli sci. Poi sono passato alla tavola, che devo dire mi piace un sacco, che non ho più mollato». Diplomato allo Sky College di Falcade, oggi si allena a Courmayer, sede il Gruppo Sportivo dell’Esercito, e d’estate sale fino a Cervinia, sullo Stelvio, sul Monte Bianco, dove ci sono i ghiacciai. La Coppa del Mondo lo porta in giro per il pianeta, in America, sulle Ande, dappertutto. «Mio padre è genovese, mia madre goriziana, io sono nato a Chioggia ed è per questo che mio sento un cittadino del mondo...».

Lo snowboard boardercross è una disciplina molto spettacolare, si gareggia in quattro ed i contatti e le cadute sono all’ordine del giorno. Le gare di qualifica della sfida olimpica sono iniziate nella notte, mentre le finali della specialità sono in programma giovedì. «La mia caratteristica principale è la forza fisica» spiega Godino «e grazie alla mia stazza riesco a spingere più degli altri, che magari

sono più agili. Adesso mi godo le Olimpiadi ed essere qua è già un successo, ce la metterò tutta per provare a portare a casa una medaglia». Da festeggiare magari a Chioggia con un bel branzino, annaffiato, perché no, da un Collio Bianco Goriziano.

Daniele Zennaro

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