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Maestrello, prima volta espulso «Ho chiesto scusa agli arbitri»

JESOLO. Espulso nel finale del derby di C Gold con il Mestre, il capitano del Secis Jesolo Matteo Maestrello fa notizia e chiede scusa agli arbitri per il suo comportamento nei loro confronti. È la...

JESOLO. Espulso nel finale del derby di C Gold con il Mestre, il capitano del Secis Jesolo Matteo Maestrello fa notizia e chiede scusa agli arbitri per il suo comportamento nei loro confronti. È la prima volta che la trentaseienne guardia jesolana si è vista mostrare i pugni alti al cielo da parte degli arbitri in segno di espulsione. Non era mai accaduto una cosa del genere a “Mays”, giocatore esemplare come comportamento in campo tanto da “distrarsi” ogni tanto nel corso del partite per fare due parole con il pubblico e mandare un bacio alla sua Sandy dopo una tripla segnata. Anche per questo motivo Maestrello ha fatto tanta strada in Legadue vincendo tre campionati, rispettivamente con la Virtus Bologna, la Reyer Venezia e Brindisi. L’episodio è accaduto a 44 secondi dalla fine. Gli arbitri fischiano il quinto fallo al capitano dello Jesolo ai danni di Salvato. Maestrello protesta con una certa veemenza nei confronti dell’arbitro di coda, tenuto da qualche suo compagno di squadra e dai giocatori del Mestre. Il fallo tecnico è scontato, si assomma agli altri cinque, quindi scatta automatica l’espulsione. Il fatto assume contorni buffi quando il numero 10 jesolano invece di andare negli spogliatoi come vuole il regolamento rimane in panchina almeno per due azioni prima che gli arbitri se ne accorgano. Mancavano appena una ventina di secondi alla sirena. «Chiedo scusa agli arbitri per come li ho trattati in quel momento, «mi ero innervosito per il nostro atteggiamento in campo e mi ero accorto che mia moglie stava litigando con qualcuno in tribuna» ha spiegato Maestrello subito dopo essersi cambiato. «Gli arbitri sono uomini come noi e sbagliano come lo facciamo noi. Questo però non giustifica la mia reazione. Era un segnale che volevo dare ai miei compagni. Abbiamo un allenatore, un comandante che ci guida e dobbiamo ascoltarlo. Se Guerra chiama lo schema “corna” bisogna farlo e basta. Non fare di testa nostra, me compreso» prosegue «alla fine della partita sono andato anche nello spogliatoio del Mestre per congratularmi con loro e per far loro capire che mi

sono subito pentito di quello che avevo fatto».

Il capitano dello Jesolo ha poi scherzato a lungo con l’ amico e arbitro padovano Fabio Parisi che era in tribuna segno di tutto il rispetto che “Mays” ha nei confronti della classe arbitrale.

Thomas Maschietto

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