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«Il razzismo? Sono abituato. Ma ho avuto paura»

Calcio. Parla Yves Gnago (Portomansuè), insultato e assediato negli spogliatoi dai tifosi del Treviso

TREVISO . Assediato nello spogliatoio e preso di mira con insulti a sfondo razziale dopo aver esultato davanti ai suoi tifosi, ma inevitabilmente anche a quelli avversari presenti nella medesima tribuna di un piccolo stadio di provincia. Un nuovo episodio di razzismo nel calcio ha coinvolto ancora il Treviso, o meglio, parte della sua tifoseria, dopo la partita di domenica che i biancocelesti hanno disputato e perso a Mansué. Sfida intensa, valida per la vetta del campionato Promozione, in cui l’ha spuntata il Portomansué per 2-0. Al triplice fischio i padroni di casa festeggiano, e ne hanno tutti i motivi visto che la contemporanea sconfitta del Fontanelle a Caorle li ha portati a soli due punti dal primo posto. Sotto la tribuna a esultare c’è anche l’ivoriano Yves Gnago, ex di turno, che alza il pugno in segno di vittoria verso i suoi tifosi, ma la cosa non va giù ai vicini ultras trevigiani, che scendono dagli spalti per tentare l’assalto agli spogliatoi, dove nel frattempo si è rifugiato proprio Gnago. Dopo aver atteso il giocatore per quasi un’ora, la calma è stata riportata da carabinieri e polizia. Ma la cosa non è passata inosservata, soprattutto per i parecchi precedenti che coinvolgono la tifoseria trevigiana. Il più clamoroso è quello che risale alla fine del campionato di Serie B 2000/2001, quando vittima di turno degli insulti razzisti fu il nigeriano Akeem Omolade. Ai fischi contro il loro compagno di squadra, i giocatori del Treviso risposero con una presa di posizione che ormai ha fatto storia. Il turno successivo, contro il Genoa, in campo si presentarono con il volto dipinto di nero. L’idea pare sia balenata nella mente di Roberto Murgita. Lorenzo Minotti e Fabio Viviani, due “anziani” del gruppo, l’hanno subito sposata e diffusa tra i compagni. Nicola Marangon, che aveva amicizie veneziane al teatro La Fenice, si era fatto indicare il prodotto giusto per truccarsi il viso, tale da non squagliarsi con il sudore. Federico Smanio lo acquistò in un negozio e il passo fu breve allo scendere in campo con il volto colorato di nero. Ieri non sono mancati i commenti sulla vicenda, primo tra tutti quello di Yves Gnago. «Sono abituato a vedere scene di questo tipo con il Treviso» ha detto l’ivoriano del Portomansué, ancora scosso il giorno dopo la tentata aggressione, «ho avuto paura. Quegli ultras non hanno digerito lo sbaglio di tre anni fa, quando ho esultato sotto la loro curva dopo un mio gol contro la loro squadra. Me n’ero andato

dal Treviso perché, dopo aver ottenuto la promozione in Eccellenza con mister Piovanelli, cambiò la proprietà. È brutto che ti trattino così male per tutti i 90’ minuti. È brutto che ogni volta che cadi a terra qualcuno dagli spalti ti faccia il verso della scimmia». (s.b.)

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