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Superato l’ostacolo Oderzo questo Bc Jesolo può fare di tutto

JESOLO. Uscita dal blocco, elevazione, via la mano sinistra dal pallone che poggia tutto sul dorso della mano destra e tiro. Il capitano Matteo Maestrello ha una meccanica tutta sua per tirare e...

JESOLO. Uscita dal blocco, elevazione, via la mano sinistra dal pallone che poggia tutto sul dorso della mano destra e tiro. Il capitano Matteo Maestrello ha una meccanica tutta sua per tirare e fare canestro ma che gli ha permesso di avere una carriera strepitosa in Lega Due e di essere l’arma in più del Secis Bc Jesolo in C Gold. Nella vittoriosa trasferta di Oderzo “Mays” è stato decisivo per i minuti giocati, 38’, i cinque assist e i 19 punti realizzati. Niente male per uno che ha 36 anni ma lo spirito di un ragazzino. Lo Jesolo adesso è terzo in classifica a 24 punti insieme a Monfalcone, a –2 dal gruppone delle seconde Caorle, Oderzo e Corno di Rosazzo, con la capolista San Vendemiano che inizia a perdere più di qualche colpo. All’ingresso al Pala Opitergium d’un colpo sono subito riaffiorati i ricordi della finale playoff vinta per la promozione in B2 lo scorso 21 maggio.

«Da una settimana eravamo in fibrillazione in spogliatoio per la sfida con Oderzo» racconta Matteo Maestrello, «non vedevamo l’ora di giocare questa sfida e credo che in campo si sia visto». In effetti la difesa è stata eccellente come ai vecchi tempi. «Non siamo gli stessi giocatori dell’anno scorso, anche a me e agli altri vecchietti della squadra piacerebbe ringiovanire di un anno, ma questo è un altro campionato. Quello che più conta è che stiamo riprendendo lo spirito difensivo. Il merito è anche dei più giovani» prosegue Maestrello senior. «Secondo me sono stati più importanti i cinque minuti giocati da “Fanta” (Alessandro Fantin), Moro che non si è mai fatto saltare in difesa di Tuis e Ismaele Zorzetto difendendo con le mani addosso agli avversari che i miei 38».

Il nuovo taglio alla Luciano Ligabue ha portato bene e quel tiro ad una mano che ha deciso l’incontro a 23” dalla fine. «La mia meccanica di tiro non è spontanea, è stata costruita con ore e ore di esercitazioni alla Ghirada con i coach Paolo Sfriso e Nicola Mazzariol». Prima dell’ultimo libero di Delle Monache, Maestrello si è avvicinato al compagno di squadra. «Aveva fatto 1/8 in precedenza dalla lunetta, ne bastava segnare uno per essere quello della staffa. Ho detto ad Andrea di usare la mano per tirare e non pensare agli errori precedenti. Parlo spesso con i miei compagni in campo chiamando i vari giochi spalle a canestro, larghi o pick and roll».

Thomas Maschietto