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Erica: «La svolta della mia carriera»

Scherma. La giovane Cipressa felice per il secondo posto di CdM assoluta conquistato ad Algeri. «Premiate le mie fatiche»

MESTRE . Ha vinto tutto il possibile a livello giovanile, e a quasi 22 anni si è tolta lo sfizio di salire per la prima volta sul podio di una gara di fioretto di Coppa del Mondo assoluta. Erica Cipressa, veneziana figlia d’arte e in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Oro, con il risultato di sabato ad Algeri ha dato anche una svolta a una stagione che fin qui le aveva dato poche soddisfazioni. Colpa anche di un passaggio, quello dalla categoria Under 20 all’assoluta, che spesso si rivela una palude per molti atleti.

Quanto ha pesato questo cambio? «Molto, perché non è stata facile l’uscita dalla Under 20. In Italia la concorrenza è altissima, le ragazze che tirano ad alto livello sono molte, e riuscire a emergere non è facile. Cominci le gare assolute non avendo molte possibilità di cimentarti in questa categoria quando sei più piccola, e spesso la paghi. Al contrario, in altri Paesi in cui ci sono meno fiorettiste, hai più possibilità di fare esperienze in Coppa del Mondo e non solo».

Anche un approccio diverso alla gara? «Il girone conta tanto. Se fai sei vittorie con una buona aliquota di stoccate, passi subito al tabellone principale senza dover fare le eliminatorie. Ti capita magari un accoppiamento fortunato, altrimenti è un attimo andare fuori».

Il primo anno come è stato? «Ho affrontato bene il cambio, raggiungendo quattro volte il secondo turno del tabellone principale in Coppa del Mondo, ma potevo fare meglio. Quest’anno non ingranavo e ora ho fatto il boom ad Algeri. Ci vuole un po’, non c’è nulla da fare».

Sono poche le fiorettiste che hanno continuità. «Infatti, penso alla russa Deriglazova o alla nostra Errigo. È un attimo sbandare in gara e ritrovarsi fuori».

Il podio di Algeri dimostra che la convocazione è meritata. «Fin da piccola ho portato a casa risultati, ho vinto quasi tutto a livello giovanile, anche con Cerioni Ct venivo chiamata in Nazionale. E mio padre all’epoca non era c.t. del fioretto. Molti dicono che sono lì per merito suo, ma il secondo posto di Algeri dimostra che me lo merito. Punto!».

Il podio in Coppa del Mondo era un sogno. «Devo ancora realizzare quel che ho fatto. Sono contenta ma non ho ancora capito del tutto cosa sia successo. Spero ora di avere continuità, perché ad Algeri ho preso punti d’oro per il ranking mondiale».

Per battere certe avversarie serve serenità? «Sì, alla fine ho tirato serena in gara. Quando ho incrociato la russa Inna Deriglazova, la numero 1, l’ho vista solo come un’avversaria, non come un mostro sacro. L’ho battuta e alla fine mi sono detta: cavoli cosa ho fatto!».

Una gara in cui il canale delle dirette era durissimo.

«Diciamo che mi merito ancora di più il secondo posto, perché nel complesso va aggiunta anche la tunisina Boubakri, e molte altre atlete di prima fascia. Un tabellone tosto».

Cosa porta questo risultato? «Più fiducia, mi ripaga di tutto il lavoro, delle ore trascorse in palestra e dei sacrifici. Non mi cambia come persona».

Cosa non andava nei mesi scorsi? «Venivo eliminata sempre da avversarie forti con cui mi trovavo male a tirare, e loro andavano sempre a podio. A Torino Camilla Mancini, a Katowice Alice Volpi. Ad Algeri in giornata giusta l’ho avuta io, anche se poi ho perso in finale con Alice».

Prossimi appuntamenti? «Domenica ho la prova internazionale U.23, poi il collegiale e in marzo la seconda prova nazionale a Caorle. Dopo andremo

in California per la tappa americana di Coppa del Mondo».

Obiettivi a questo punto? «Non ne metto. Voglio vivermi quello che arriva, tiro impegnandomi, cercando di portare a casa il più possibile. Mi godo quello che mi arriva e basta».

Simone Bianchi

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