Quotidiani locali

La Reyer è stanca Varese la castiga

Tambone uomo-chiave. Mancato l’aggancio alla vetta

MESTRE. La Reyer si fa “tambonare” da Varese. Chi l’avrebbe mai detto che Matteo Tambone avrebbe estratto dal cilindro la partita della vita (17 punti con il 50% al tiro). Partendo dalla panchina, la soluzione in più di Attilio Caja, la guardia ex Imola è stato il primattore della prima vittoria esterna al Taliercio dell’Openjobmetis.

Nella giornata in cui le piccole si sono permesse il lusso di compiere il sacco sulle parquet delle grandi (vedi il successo di Brindisi di Frank Vitucci a Torino) anche la Reyer non è sfuggita a questa regola. Per i campioni si tratta di una frenata grave perché, con i due punti, avrebbero raggiunto al primo posto Avellino e Brescia in attesa del posticipo di stasera di Milano con Cremona.

È anche vero, però, che, al di là dei punti, la squadra attuale, senza Orelik, e con giocatori appena rientrati da infortuni o fuori condizioni non può reggere tre partite alla settimana di una durezza mentale incredibile come quelle di Milano e Strasburgo. E, ora, per non rischiare di uscire anzitempo dalla Champions, fra due giorni non si può fallire l’appuntamento con la vittoria con l’Olimpjia Lubiana. Urge, comunque, un intervento della società sul mercato dei comunitari o dei cotonou per rinforzare un roster molto stanco dai troppi impegni ravvicinati. Ieri sono mancate le energie mentali e fisiche per vincere una partita che, alla fine del terzo quarto(52-55), era ancora in bilico.

Servirebbe anche intestardirsi meno, come accaduto ieri, meno sui tiri da tre (33 tentativi contro i soli 20 nell’area colorata). È vero che la zona di Caja ha spesso costretto a questa situazione, ma, dall’altra parte, Varese, ha dimostrato, con quel lungagnone di Cain (anche per lui 17 punti) che, a volte, è meglio attaccare il ferro (40 tentativi contro i 18 dal perimetro). Tutti discorsi molto interessanti, ma, poi, quando ti ritrovi, senza energie mentali e fisiche, come accaduto nell’ultimo quarto, perso con un parziale di 20-11, si può parlare di tattica finché si vuole. E, certo, non si può sperare di farla franca quando chiudi con soli 63 punti all’attivo e con il 36% dal campo.

La Reyer parte con Haynes, Tonut, Bramos, Peric (con mascherina per proteggere la frattura al setto nasale) e Watt. Varese scatta subito sul 7-1, facendo valere i centimetri di Pelle e Caine. La Reyer risale con le triple di Bramos e Tonut, ma al 10’ è 17-21.

Nei primi cinque minuti del secondo quarto la Reyer segna solo con un gioco da tre punti di Biligha e Varese, sospinta da Caine e Tambone, va sul +8 (20-28). Venezia non riesce a cavare un ragno dal buco in attacco, quasi cloroformizzata dalla zona ordinata da Caja. Entra Ress, ma anche il capitano non dà la scossa. E, dopo due canestri consecutivi del nigeriano Okoye, arriva il +10 dell’Openjobmetis (22-32). Watt dimostra finalmente che si può bucare la retina anche dentro il verniciato (24-32), ma sono le triple di Johnson e Bolpin, nel frattempo fatto entrare da De Raffaele al posto di Haynes, a siglare il -2 (32-34). Caine sembra un enigma insoluto per i lunghi orogranata: il centro statunitense fa il bello e il cattivo tempo sotto canestro.

Nel terzo quarto dopo il -1 immediato di Bramos (tripla), Varese risponde con Vene (due triple) e il solito Cain. Ecco, quindi, il +9 (37-46). Ci vogliono due triple (una del topscorer Bramos e l’altra di Tonut) e un canestro da sotto di Biligha per arrivare al

-1. Ma ci pensa Cain (16 punti al 30’) a chiudere il terzo periodo sul 52-55.

L’ultimo quarto dovrebbe essere quello della riscossa. E, invece, la panchina di Caja, orchestrata da un grande Tambone, certifica il crollo dei campioni d’Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon