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Nardi: «Mille emozioni in 90’ di gioco»

Calcio Promozione. L’esordio, il gol, in campo con il fratello e... una telefonata

SALZANO. Sarà una giornata che non dimenticherà molto presto, o forse rimarrà addirittura scolpita nella memoria di Andrea Nardi, classe 2000, giocatore della Robeganese Fulgor Salzano, quella di domenica scorsa in occasione dell’impegnativa trasferta ad Albignasego in cui ha contribuito con un gol (prima erroneamente attribuito ad un suo compagno di squadra) a far raggiungere alla sua squadra il pareggio sul 2-2 dopo che l’undici di mister De Gobbi era andato sotto di due reti. Un pari che poi è stato viatico della vittoria esterna per 3-2 che permette alla Robeganese di rimanere saldamente agganciata al treno dei playoff, sempre più affollato e avvincente nel girone C di Promozione veneta. E non un gol qualsiasi quello messo a segno dal “millennial” di Mogliano, cresciuto nelle giovanili dell’Union Pro, poi una parentesi a Mestre e l’inizio di questa stagione al Riva Malcontenta in Terza Categoria. Arrivato a dicembre a Salzano con la Fulgor, scavallando quattro categorie in un sol colpo, nell’ultimo turno di campionato Nardi fa l’esordio in Promozione dall’inizio, senza contare i cinque minuti giocati nell’ultima del girone di andata, il primo gol assoluto in questa categoria e la prima volta assoluta in cui gioca con suo fratello Federico, anche lui nello start eleven della formazione di Salzano. «Una domenica incredibile, ancora non ci credo» commenta emozionato il giovanissimo attaccante, «esordio, gol e in campo con mio fratello, ma quella della mia prima rete in campionato è sicuramente un’emozione fortissima». E quasi un segno del destino visto che Nardi non è il titolare del ruolo, ma l’assenza forzata di Nico Lopez, colpito da influenza il giorno prima del turno di campionato, gli ha lasciato spazio. «Sono una punta centrale e quando ho saputo che Lopez non era disponibile, pensavo che sarei entrato nel secondo tempo per giocarmi qualche minuto. Invece sono partito dall’inizio. Il gol del pari? Non ho fatto nemmeno in tempo a rendermi conto di quello che era successo che i miei compagni mi avevano già abbracciato tutti».

In serata poi anche una piacevole sorpresa. «Ho ricevuto la telefonata di Nico Lopez che si è complimentato con me, ma ha poi aggiunto sorridendo che il posto da prima punta è il suo. Lopez è un grande giocatore
e io vorrei imparare ancora da lui». Infine in campo anche con il fratello Federico. «Non abbiamo mai giocato nella stessa squadra. L’intesa però c’è, abbiamo solo due anni di differenza (Federico è del ’98), e siamo cresciuti giocando a pallone».

Alessandro Torre

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