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«Gesto vile, Scibilia spinto alle spalle»

La rissa in tribuna a Foggia. Tacopina: «Da noi non sarebbe successo. Sannella voleva colpirmi, Fares si è scusato»

VENEZIA. Il Venezia attacca con il suo presidente Joe Tacopina, il Foggia si difende. E ribadisce la stima per la società arancioneroverde. È il gioco delle parti ma quanto successo venerdì sera in tribuna allo “Zaccheria”, con la rissa tra dirigenti, non è stato un spettacolo da applausi. Raccontato prima da Sky, poi altri siti l’hanno ripresa, la vicenda ha fatto il giro dell’Italia in un attimo. Già nella notte il Venezia ha diramato un comunicato per fare chiarezza e smentire alcune notizie uscite sulla lite. Andiamo con ordine e rimettiamo indietro le lancette dell’orologio al minuto 50 del secondo tempo, quando Deli ha appena infilato la rete di un insperato 2-2. Il Venezia ha buttato via una vittoria, i giocatori si disperano, l’arbitro fischia la fine, sugli spalti si esulta per un pareggio su cui nessuno avrebbe scommesso cinque minuti prima e in tribuna volano parole grosse. Si alza la tensione. Protagonisti uno dei proprietari dei rossoneri, Franco Sannella, e l’avvocato americano. Tutto sarebbe nato dagli insulti, offese e spinte subite dal direttore generale veneziano, Dante Scibilia, deluso per il mancato successo. «Un gesto inqualificabile, codardo e disgustoso» attacca Tacopina «perché in otto anni di calcio qui in Italia, mai ho visto una cosa simile. Sannella ha spinto Scibilia, che neppure lo guardava e gli dava le spalle, finendo nella fila sotto. Il nostro dirigente è caduto a terra e non riuscendo poi ad alzarsi data la confusione. Sono intervenuto in sua difesa ma Sannella ha cercato di colpirmi con un calcio al petto, non ho alzato le mani, com’è stato detto, ma è fortunato che mi abbiano trattenuto gli assistenti dello stadio: sarebbe finito all’ospedale».

All’ospedale non è finito nessuno, Scibilia compreso, dolorante per il colpo di frusta e contusioni subite e visitato dai medici della squadra. Scibilia ha raggiunto lo spogliatoio scortato dalle forze dell’ordine e ieri è rientrato a Venezia con tutto il gruppo. «Ma era scosso» continua nel racconto Tacopina «ed è stato un attacco ingiustificato, senza motivo. Non ci sono stati particolari problemi né provocazioni durante la partita, è successo appena dopo la rete di Deli e sono episodi che fanno male al calcio italiano».

Al termine del parapiglia, Tacopina racconta della visita del presidente dei pugliesi, Adolfo Lucio Fares, e della telefonata dalla Lega B. «Venerdì sera abbiamo ricevuto le scuse per l’accaduto» rivela «e le ho accettate. Però, se fossero venuti allo stadio “Penzo”, fatti del genere non sarebbero avvenuti. Stamani (ieri ndr) ho ricevuto la solidarietà dalla Federazione». Se il gol di Deli, oltre a togliere i tre punti al Venezia, porterà anche a degli strascichi legali, questo è ancora in alto mare. «Non so» continua Tacopina «vedremo nei prossimi giorni se denunciare o meno».

Scontento di quanto successo in tribuna, scontento di una partita buttata via quando non solo era vinta ma anche dominata, Tacopina chiede alla squadra di tornare alla vittoria già mercoledì con la Cremonese al “Penzo”, per riprendere un discorso interrotto a metà novembre con l’1-0 al Perugia. A Foggia si è vista una bella squadra, una delle migliori prestazioni dell’anno ma si torna a casa con un punto, davvero troppo poco. «Tante volte ci è capitato di non attaccare più e smettere
di essere aggressivi» conclude il presidente «perché non parliamo né di problemi tecnici né di fisici ma di mentalità. Quattro punti in cinque partite non mi soddisfano, dobbiamo invertire subito la rotta».

Alessandro Ragazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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