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Batosta in Turchia De Raffaele fa lo scudo «È tutta colpa mia»

Basket Champions League. Dicembre terribile per la Reyer Non ha ancora vinto e domenica va dalla capolista Brescia

MESTRE . Dicembre, mese terribile per la Reyer. Almeno finora: quattro partite, quattro sconfitte. L’ultima traumatica, non tanto per il passivo rimediato (-28) a Bandirma in Champions League, quanto per il modo in cui la Reyer non è rientrata in campo contro il Banvit. Con Avellino, Estudiantes e Reggio Emilia, in mezzo a errori e regali, la Reyer aveva lottato, combattuto, replicato colpo su colpo, come aveva fatto in Turchia fino all’intervallo. Poi è come se qualcuno avesse all’improvviso spento l’interruttore, a tutti i giocatori.

Non è la sconfitta più pesante del triennio in Europa visto che nella passata stagione la Reyer rimediò un -40 (59-99 a Smirne con il Pinar Karsiyaka) e un -35 (67-102) a Saratov, sfiorando il -29 (59-88) di Valencia in Eurocup 2015-2016. «È difficile commentare una “doppia partita”», ha osservato un amareggiato Walter De Raffaele, «una giocata e una non giocata. La prima è quella disputata nei due quarti iniziali, in cui siamo stati attivi sia in attacco che in difesa, accettando ogni contatto fisico. La seconda è quella non giocata dopo l’intervallo lungo. Siamo ritornati in campo molli, accettando che i giocatori del Banvit ci mettessero le mani addosso. Compiendo non uno, bensì due passi all’indietro».

Una resa inattesa, ma non giustificabile. «È un atteggiamento inaccettabile», ha aggiunto il tecnico tricolore, «se vogliamo disputare partite a questo livello. Sapevamo che il Banvit avrebbe cambiato marcia al ritorno in campo, aumentando l’intensità». Da capo “vero”, senza cercare alibi nelle assenze (Jenkins, Bramos), nei cali di forma individuali (Peric, Orelik) o nella flessione fisiologica che può avere la squadra , Walter De Raffaele fa autocritica.

«È naturale che ogni responsabilità sia mia perché sono io che mando in campo la squadra e la gestisco. Durante l’intervallo non sono probabilmente riuscito a trasmettere il messaggio, come era invece accaduto prima del match, che sarebbe stata un’altra partita dopo il riposo. Mi prendo la responsabilità di questa brutta partita e del brutto spettacolo che non ci appartiene. Siamo stati troppo arrendevoli, non mi è poi piaciuto il modo di lamentarsi in campo». Bisogna
voltare subito pagina, torna il campionato. «Sarà fondamentale recuperare le energie di una trasferta lunga e dispendiosa perché domenica a Brescia ci aspetta una partita ancora più difficile e insidiosa di quella giocata a Bandirma. Una gara dove voglio vedere un’immediata reazione».

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