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La difesa vince, il Venezia pareggia (0-0)

Audero protagonista, la squadra resiste agli assalti dell’Entella nei minuti finali. Alla fine il risultato ci sta tutto

INVIATO A CHIAVARI. Il sole splende e riscalda questo gradevole scorcio di Liguria. Il Venezia no. Non splende, ma porta a casa un punto importante , ricco di significati. Lo 0-0, per capirsi, è buono, sul piano della quantità l’Entella ha fatto di più e se anche stavolta Emil Audero è stato il migliore in campo vuol dire che c’è poco da brontolare. Un buon primo tempo quello di Bentivoglio e compagni, fatto di attento controllo della situazione e qualche assalto in contropiede che mette sul chi va là una Entella gagliarda ma tecnicamente meno dotata. E poi un secondo tempo di sofferenza, liguri a tre davanti, un bel duello tra la foga offensiva della squadra di Aglietti e la capacità difensiva del Venezia. E qui vince la difesa, il portiere toglie due palloni che sembravano dentro, mettiamoci anche il salvataggio alla disperata di Sinisa Andelkovic che a 16’ dalla fine toglie un pallone che sembrava destinato al gol, insomma il trio Andelkovic-Modolo-Domizzi come spesso succede diventa padrone dell’area di rigore e allora si capisce che la trama è segnata, l’Entella attacca ma non passa e il Venezia porta a casa il punto. Non rubato.

La partita non è delle peggiori, anche se molte azioni si infrangono davanti alle rispettive aree di rigore come le onde sugli scogli. E, diciamoci la verità, il portiere dell’Entella esce dal campo con la maglia pulita e i guanti per servire a tavola. Un tiro alto di Zampano nel primo tempo, un assist di Marsura per Falzerano nella ripresa, Moreo resta in ombra ma esce tra gli applausi dei suoi ex tifosi e il Venezia non ha più unghie per graffiare. Conta anche la disabitudine ai campi in sintetico, ne esce penalizzata gente come Falzerano, che non può fare dello “stop and go” la sua carta vincente.

Audero? Grande al 12’ su Nizzetto (uomo chiave dei liguri sia da trequartista che da terza punta, nella ripresa), ottimo su botta di Troiano (19’), miracoloso sulla girata di testa di La Mantia (53’) e adesso bisogna trovare un altro aggettivo per la paratissima sul diagonale di Diaw (74’) con la palla che resta là e viene tolta da Andelkovic sull’accorrente Luppi.

In pratica l’atteggiamento del Venezia nel secondo tempo si dimostra quantomai responsabile, meglio il punto sicuro che andare all’arrembaggio e rischiare di perdere in contropiede, ovvero con la sua stessa arma. La sofferenza coincide anche con il calo di Bentivoglio negli ultimi 20’, mentre va sottolineata la preziosa prova di Suciu, che nei momenti di difficoltà offre un aiuto importante alla linea - rigorosamente a cinque - dei difensori. Nel finale Inzaghi ruota le sue punte, la squadra ne guadagna in fiato, utile per alleggerire la pressione, ma non in incisività. In altre parole, se non si tira in porta vincere è difficile, e se anche i cross sono col contagocce le torri non possono andare alla
caccia del gol di testa. La partita di Chiavari è qui, dell’Entella può sorprendere la classifica abbastanza avara, del Venezia non è una sorpresa la difesa forte e l’attacco timido. La cosa migliore di questo blitz resta un clima da primavera inoltrata.

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