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GLI ULTIMI DECISIVI CHILOMETRI PRIMA DELL’ARRIVO DEI CAMPIONI 

Una domenica di sana follia tra le ali di folla dei turisti

VENEZIA. Fra l’arrivo dei partecipanti della Garmin 10 chilometri e quella dei 42 chilometri c’è un lasso di tempo di un’ora. In quell’intervallo il cronista ha provato a ripercorrere gli ultimi e...

VENEZIA. Fra l’arrivo dei partecipanti della Garmin 10 chilometri e quella dei 42 chilometri c’è un lasso di tempo di un’ora. In quell’intervallo il cronista ha provato a ripercorrere gli ultimi e decisivi chilometri della corsa, dalle Zattere fino a Riva Sette Martiri, sede dell’arrivo. Le forze dell’ordine e i volontari, vedendo il pass stampa, ci lasciano fare e non discutono sul fatto che stiamo facendo il nostro lavoro. È nuvoloso, ma la tanta temuta pioggia non c’è. Lungo le Zattere ci sono tanti turisti, incuriositi dal fatto che non si possa transitare lungo la fondamenta.

Un vigile urbano urla in inglese a un gruppo di giapponesi che vorrebbe transitare sul ponte galleggiante sul Canale Grande che collega la Punta della Dogana agli ex Giardinetti Reali della Riva di San Marco: “It’s impossibile crossing the bridge, there is the run”. Noi, invece, oltrepassiamo il ponte lungo 166 metri, largo 3,6 metri e posto a un’altezza di un metro e 200 metri dal livello dell’acqua. E, dalla sommità, essere soli a vedere il campanile dell’isola di San Giorgio, il bacino di San Marco e palazzo Ducale è una cosa impagabile che, forse, non capiterà più nella vita. Alla fine del ponte, proprio sull’ultima curva, prima del pontile arrivare alla Riva di San Marco, c’è un fotografo, piazzatosi in un punto strategico per immortalare le ultime falcate degli atleti prima dell’arrivo in Riva Sette Martiri.

Nella zona nevralgica del centro storico, la vita scorre come al solito. I turisti si accalcano sui lancioni dell’Alilaguna. che li porterà a Murano, Burano, Torcello. Il nodo del Ponte della Paglia, da dove si vede il celebre Ponte dei Sospiri, è più affollato del solito. La parte destra, arrivando dalla piazza, è riservata ai runner e, nella parte sinistra, c’è ancora più folla.

Venezia è sempre un brulicare di persone di domenica, figurarsi con la coincidenza della maratona. Molti turisti, nella babele di tutte le lingue che si sentono in Riva degli Schiavoni con le motonavi che sbarcano persone a frotte da Punta Sabbioni, sono divertiti. Tutti sono molto corretti e non battono ciglia e si mettono dietro, noi, invece, continuiamo a camminare davanti anche allo sguardo
divertito di qualche foresto, che vede l’unica persona in giacca lungo il percorso. Ormai ci siamo, Riva Sette Martiri è a un passo e lo speaker sta annunciando che Faniel è alle Zattere, pronto a interrompere il digiuno italiano alla Venicemarathon che durava da 22 anni.(d.v.)

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