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L’azzurro Faniel sfida gli africani Chiudono le strade

Da 22 anni non vince un italiano, 7.500 gli atleti iscritti Barriere anti-terrorismo e blocchi fino alle 16,30

VENEZIA. Ore 9,30 si alza il sipario sulla trentaduesima maratona di Venezia o se preferite Huawei Venicemarathon questa la nuova denominazione. Oltre settemilacinquecento atleti provenienti da una sessantina di Paesi (altri cinquemila partiranno alle 8,30 dal parco San Giuliano di Mestre per la parallela Garmin di dieci chilometri), prenderanno il via dalla meravigliosa villa Pisani di Stra: 42 chilometri e 195 metri da coprire accompagnati dalla bellezza di un percorso che non ha bisogno di ulteriori aggettivi. Una maratona nata quasi per scommessa nel 1986 e oggi diventata un punto fermo nel panorama mondiale delle grandi corse su strada. Non è mai stata portata a termine con grandi riscontri cronometrici, a parte nel 2009 quando il keniota John Komen chiuse vittoriosamente con 2h 08’ 13” ancora oggi record della gara. Però questo è un dato che va associato oltre che alla bellezza del percorso alla sua difficoltà soprattutto nella parte finale legata al ponte della Libertà e al tratto che porta all’arrivo con i dodici ponti da superare. Da quest’anno, si aggiungono anche le barriere anti-terrorismo secondo le regole volute dal Ministero. Strade chiuse lungo il percorso: il ponte della Libertà riapre alle 16,30.

Molto piatta e scorrevole, senza particolari insidie la prima parte, poi si entra nel vivo ed è il momento di cambiare marcia. Oggi staremo a vedere chi avrà più “benzina” una volta approdati sul ponte della Libertà, sperando anche nelle condizioni metereologiche che annunciano pioggia. Sono vent’anni (per la precisione dal 1995) che non vince un italiano a Venezia, ma questo è un problema diffuso a tutte o quasi le grandi corse su strada internazionali. I favoriti odierni sono l’etiope Shami Abdulami Dawud accreditato di un 2h 05’ 58” ottenuto nel 2012 ad Amburgo, il keniota Kipkemei Mutai terzo a Rennes nel 2014.

L’Italia risponde in questa occasione (dopo aver messo sul tappeto fior di campioni e senza mai ottenere nulla da quel lontano successo targato Danilo Goffi), con il venticinquenne Eyob Ghebrewit Faniel, nato all’Asmara ma naturalizzato italiano dal 2015 e già nel giro della nazionale azzurra. Tra l’altro il giovane maratoneta indossa la maglia del Venicemarathon Club, società organizzatrice, un motivo in più per fornire una grande prestazione. All’attivo vanta soltanto una maratona, l’anno scorso a Firenze dove chiuse al terzo posto con 2h15’, ma in questa stagione ha vinto la mezza maratona di Roma via Pacis con il tempo di 1h 03’26” destando un’ottima impressione. È allenato dal padovano Ruggero Pertile, uno degli ultimi maratoneti azzurri di gran livello che ha confermato l’ottimo stato di forma del suo atleta.

Non è facile fare un pronostico su una maratona, essendo una gara molto complessa dove possono insorgere diverse problematiche. Sono 42,195 chilometri che a un certo punto si trasformano in “sofferenza” e oltre alle gambe deve girare alla perfezione i polmoni e soprattutto la testa.

Faniel se avrà le gambe dovrà saper aspettare il momento
giusto per attaccare gli africani e cercare di piazzare l’allungo vincente. È una bella occasione per lui, una grande vetrina con le immagini di Rai Sport in diretta dalle ore 9.40. Sarebbe bello vederlo festeggiare con in braccio la sua piccola Wintana...

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