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Venezia, adesso la Cina è più vicina

Ottimi riscontri dal camp di Shangai. Paolo Poggi: «Nel prossimo viaggio contatteremo anche le scuole»

MESTRE . Marco Polo percorse la Via della Seta verso la Cina, Paolo Poggi è l’ambasciatore di Joe Tacopina in giro per il mondo e, dopo l’Australia, l’ex capitano è tornato a Shangai, insieme a Mattia Collauto e Andrea Soncin, per il secondo camp internazionale d’autunno. Veneziani in Cina con l’obiettivo di aprire nuove strade, commerciali un tempo, sportive adesso. «Stiamo raccogliendo a Shangai quanto abbiamo iniziato a seminare a marzo collaborando all’organizzazione del più grande torneo giovanile asiatico» spiega Paolo Poggi, che da novembre dell’anno scorso ricopre la carica di responsabile dei progetti internazionali del Venezia inaugurati a luglio a New York, «il camp ha avuto un buon successo. Hanno partecipato una settantina di ragazzi, non tutti erano cinesi, segno che è stato fatto un buon lavoro nella fase di preparazione e di allestimento dell’appuntamento. Erano iscritti anche i figli di europei che lavorano in Cina, compresi due italiani. Ci ha fatto piacere la visita del console italiano che avevamo già avuto piacere di incontrare la scorsa primavera». Paolo Poggi è rientrato da pochi giorni a Venezia, ma è imminente un nuovo viaggio in Cina, Paese dal potenziale immenso. «Sì, dovrei partire a novembre per sviluppare una serie di appuntamenti, in particolare a Suzhou, città cinese gemellata con Venezia. L’idea è di entrare anche nelle scuole per sensibilizzare gli studenti».

Australia e Cina, due mondi diversi, anche a livello sportivo. «Decisamente, per cultura e tradizioni. Ma in entrambi c’è il desiderio di crescere a livello calcistico e noi possiamo portare la nostra esperienza. C’è grande interesse attorno al progetto del Venezia».

La Cina di Lippi ha fallito l’approdo a Russia 2018, mentre l’Australia dovrà disputare lo spareggio contro l’Honduras dopo aver eliminato la Siria, ma l’obiettivo del Venezia è di lavorare sulle fondamenta, sui giovani e sui tecnici, e la loro voglia di crescere. A Shangai, Poggi, Collauto e Soncin hanno avuto la collaborazione dell’Hattrick FC, che non è solo un diffusissimo video gioco, ma anche una società cinese assai impegnata a sviluppare il settore giovanile. «È stato fondato anche il primo Supporter Club del Venezia di Shangai, e anche in quell’occasione è venuto a trovarci il console italiano. Come i rappresentati dei Veneti di Cina con tanto di gonfalone. C’è sempre stato grande interesse attorno a noi, anche alla domenica, quando siamo riusciti a vedere la partita contro il Carpi a sera inoltrata». E dopo Stati Uniti, Australia e Cina,
il Venezia potrebbe aprire, prima della fine dell’anno, un altro fronte, ancora più suggestivo. «Stiamo pensando di andare in Vietnam» anticipa Poggi, «non è ancora sicuro, ma i contatti con persone che lavorano nel Sud-Est asiatico sono già avviati».

Michele Contessa

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