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La Calvi getta al vento un rigore e paga due volte

Tonani calcia, Bala para e Inchico spreca il tap in. Il Rovigo ringrazia e passa su rasoterra e punizione

NOALE. Tra Calvi e Delta succede tutto nel primo tempo. La Calvi non sfrutta un rigore a favore, e nelle uniche due occasioni che concede subisce l’uno-due decisivo. Quello contro il Delta Calcio Rovigo è il primo di due appuntamenti casalinghi consecutivi per la Calvi Noale, che in via dei Tigli prima dell’impegno domenicale poteva vantare ancora l’imbattibilità.

Due giornate contro due corazzate del girone C di serie D, perché dopo il Rovigo a Noale arriva il Mantova. Ma intanto bisogna affrontare il match contro una formazione con il dente avvelenato sia per la sconfitta di sette giorni fa proprio contro i lombardi, sia per lo 0-3 a tavolino in settimana contro la Liventina che ha retrocesso gli uomini di Cavallari alle spalle della stessa Calvi.

Infermeria piena per Soncin che deve rinunciare a Pilotto, Rigon, Boesso e lascia precauzionalmente Zender in panchina. Eppure in campo per la prima mezz’ora un’incerottata Calvi contiene l’insidioso reparto offensivo avversario. Anzi i primi a farsi pericolosi sono proprio gli “orange” noalesi che già al 5’ con Inchico potrebbero fare male. Ma la più grossa occasione è sui piedi di Tonani al 28’, quando lui stesso si procura il rigore e va a calciare, ma Bala lo respinge e poi controlla anche la ribattuta di Inchico.

Il Delta ringrazia e alla prima opportunità colpisce. Al 35’Alessandro mette in mezzo per Vuthaj ed è il vantaggio esterno. Il raddoppio allo scadere, con Pasi che da trenta metri sorprende Fortin con una punizione che s’insacca sul palo alla sua sinistra.

Il 2-0 piega le gambe alla Calvi e Soncin prova a cambiare le carte nel secondo tempo. Fuori capitan Fortin per lasciare spazio al fuoriquota Bordignon e potersi giocare un altro giocatore esperto, Baldrocco, al posto del giovane Inchico. Esordio anche del nuovo arrivato Conti per un evanescente Casagrande. Ma pur disponendo di tutto il peso offensivo in dotazione, nei secondi 45’la Calvi non riesce a trovare mai lo specchio della porta e il Delta ha vita facile.

«Partita decisa dagli episodi», dice
Soncin, «un rigore sbagliato e la punizione allo scadere che non andava calciata perché non c’era recupero. Ma il rammarico più grande è aver fatto un passo indietro nella personalità. La serie D richiede dinamicità, se giochi in punta di piedi è finita».

Alessandro Torre

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