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L’instant replay fa sorridere la Reyer

Il tiro di Forray è scoccato dopo il 40’, Trento si arrende

MESTRE. Venezia si aggiudica la riedizione della finale scudetto al termine di una sfida stupenda per intensità agonistica, varietà di situazione tattiche e tecniche. Lo fa di strettissima misura (79-78) dopo la “sentenza” dell’instant replay, che ha condannato un’ottima Trento alla sconfitta. Un successo, sia ben chiaro, che la Reyer ha pienamente meritato e che ha conquistato quando ha cominciato a difendere di squadra.

Vale la pena, però, di focalizzare subito l’ultimissima azione d’attacco, che ha colorato la sfida di granata. Gediminias Orelik, topscorer dell’incontro con 24 punti, segna a 14” dalla fine un incredibile canestro da sotto al termine di una mischia romanzesca in area bianconera. La Reyer ha due falli da spendere e lo fa in maniera chirurgica, costringendo così Trento al tiro dell’eventuale successo a 5” dalla fine. Sbaglia Flaccadori, lo stesso Shields sul tap-in. S’illumina il tabellone e suona la sirena, un istante dopo Forray va a canestro. Il primo arbitro Lanzarini, pessima la sua prestazione, basti vedere la differenza (12-37) nei tiri liberi fra le due squadre, come da regolamento, non può che convalidare il canestro. A questo punto i direttori di gara si affidano all’instant-replay, che certifica quello che si era percepito in diretta: il canestro è stato realizzato dopo il 40’; la Reyer può incamerare così la sua seconda vittoria consecutiva.

Un derby vissuto tutto in salita per i campioni d’Italia. Nel primo quarto l’Aquila, approfittando di numerosi tiri falliti, anche a campo aperto da Johnson e soci e le tre palle perse, vola fino al +9 (14-23 al 10’). Nel secondo periodo De Nicolao piazza subito la seconda tripla ed è il preludio al pareggio siglato da Orelik con un gioco da tre punti (28-28 al 12’40” dopo che lo stesso lituano aveva piazzato due bombe nel giro di nemmeno un minuto. L’ex Banvit entra in tranche agonistica e, al 27’50”, sigla il primo sorpasso granata (32-30) con due tiri dalla linea della carità. Negli ultimi due minuti la Dolomiti Energia si scuote, serra le linee difensive e , grazie anche ad alcune cervellotiche decisioni arbitrali, si ritrova di nuovo avanti all’intervallo lungo (38-42). Il dato incredibile, al 20’, è che Trento sia andata sulla lunetta quasi tre volte in più (24 contro le 9 di Venezia).

Si riprende con Watt, subito condizionato dai falli in avvio di partita, che, alla seconda schiacciata, riporta avanti i tricolori (45-44). La difesa tentacolare dei bianconeri, disposta da Buscaglia, fa sbagliare parecchi palloni ai granata. Il dato delle palle perse finali (18), del resto, è stato sottolineato anche da Raffaele in sala stampa. Fra i campioni si sveglia Johnson con la tripla del 55-55. Lo stesso fa Orelik: il lituano, quando tira da oltre la linea dei 6,75, è una sentenza (58-55). Trento, però, non molla: con le triple di Franke e Flaccadori rimane in linea di galleggiamento e risponde all’autocanestro di Sutton e al canestro sottomano di De Nicolao con le bombe di Franke e De Nicolao. Ma è all’inizio dell’ultimo periodo che i ragazzi di Buscaglia mostrano di
volersela giocare fino in fondo. Il parziale di 11-2 dei primi 3’06” dell’ultimo quarto (66-73) potrebbe scoraggiare chiunque, ma non la Reyer di ieri. Con Johnson e Orelik su di giri, i campioni conquistano un successo sofferto, ma di grande importanza.

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