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Pane e basket, generazione Montino

Nonno Paolo, i figli Mattia e Jessica, ora il nipote Giacomo: la storia di una famiglia che ha la maglia del Bc Jesolo sulla pelle

JESOLO. Dinastia Montino. L’esordio in C Gold del sedicenne Giacomo Cavallin con la maglia del Secis Jesolo a 3’15” dalla fine contro il Bassano nella prima giornata di campionato entra di diritto nella storia sportiva della famiglia Montino. Dal nonno Paolo ai figli Mattia e Jessica e adesso il nipote Giacomo Cavallin, di generazione in generazione tutti hanno calcato i parquet jesolani nei 49 anni di storia della pallacanestro di casa. E non poteva mancare il papà di Giacomo, Emil Cavallin che a livello giovanile era un signor giocatore di basket.

Paolo Montino, il nonno, classe 1955, ha fatto parte di quella formazione che dalla Promozione è arrivata in serie C. Un trampolino di lancio per gli anni giocati in Legadue a Padova. I due figli Mattia e Jessica hanno portato avanti la tradizione. Mattia, classe ’86 con lo Jesolo ha vinto un campionato di C2 e la Coppa Italia regionale nel 2004-05 e quattro anni più tardi ha disputato la A Dilettanti con lo JesoloSandonà. In questi giorni è in contatto con il Gemini Murano (C Silver) alla ricerca di un sostituto dell’infortunato Andrea Fantinato. La figlia Jessica per dieci anni è stata giocatrice nella squadra femminile mentre papà Paolo allenava i maschietti. A continuare la tradizione ci ha pensato Giacomo Cavallin e quel tiro da tre quasi alla sirena respinto dal ferro che aveva fatto urlare il “Pala Cornaro”, proprio sotto gli occhi di mamma Jessica e papà Emil. Adesso manca il più piccolo di tutti Gionata, il fratellino di Giacomo, già alle prese con la palla da basket.

«Ci ho provato» racconta Cavallin, guardia, classe 2001 «e mi dispiace non aver segnato, i miei genitori erano a due passi da me nel tavolo delle statistiche. Sono felicissimo di aver giocato alla mia prima convocazione. Una emozione pazzesca nel sedermi sul cubo dei cambi e sentire tutti i miei compagni più grandi incitarmi. Lavorerò duro per guadagnarmi in futuro altre convocazioni in prima squadra, crescere e avere più spazio. Mio fratello Gionata sta facendo minibasket e anche lui arriverà in prima squadra, ne sono sicuro. E continuerò ad ascoltare i consigli di mio nonno Paolo che ha avuto una grande carriera». Giacomo è cresciuto con le storie di basket e i vecchi articoli di giornale che parlavano di Paolo Montino.

«Con il Padova in Legadue, il secondo campionato d’Italia, ho avuto l’onore di giocare contro Massimo Masini, Romeo Sacchetti il nuovo allenatore della Nazionale italiana e a livello giovanile contro Renato Villalta» racconta nonno Paolo Montino, «a mio nipote probabilmente avrò anche raccontato di quella volta che da allievo realizzai 89 punti contro il Portogruaro e non esisteva ancora la linea del tiro da tre. L’altra sera al Pala Cornaro quando ho visto Giacomo entrare non riuscivo più a stare seduto». Alla fine di ogni partita di un Montino, nonno Paolo si prende due minuti per rivivere ad occhi chiusi l'incontro. «Quando qualcuno della mia famiglia gioca, mi sembra di
essere ancora in campo e dalla tribuna faccio gli stessi movimenti che fanno loro. E mi arrabbio se affrettano una scelta di tiro o sbagliano qualcosa. La nostra è una famiglia tutta pane e basket» prosegue Montino «anche mia moglie Sandra ha giocato...».

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