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Allarme Venezia Una bruttissima sconfitta in casa

Una pesante e preoccupante sconfitta in casa. Non sul terreno di Sant’Elena, ma nelle stanze della sede. Il Venezia perde Giorgio Perinetti, ovvero il pezzo migliore portato da Tacopina nella sua...

Una pesante e preoccupante sconfitta in casa. Non sul terreno di Sant’Elena, ma nelle stanze della sede. Il Venezia perde Giorgio Perinetti, ovvero il pezzo migliore portato da Tacopina nella sua gestione. E lo perde a campionato in corso. C’era un contratto in scadenza il 30 giugno 2018: perchè non è stato rinnovato in tempo utile? C’era tutto il tempo per farlo, ma la società non l’ha fatto. Le cose sono due: leggerezza o scelta voluta. In entrambi i casi è difficile trovare una spiegazione razionale. Un club che vuole crescere non può permettersi leggerezze di questo tipo, l’idea del “tanto c’è tempo” non ha senso, il mondo del calcio è un pianeta in continuo movimento nel quale non ci si può concedere pause. Se poi la scelta è voluta, vabbè, chissà che la spieghino a tutti coloro che finora hanno creduto al progetto Venezia. Un progetto che al centro aveva anche Perinetti. Lavoriamo un po’ di memoria e ripensiamo alle frasi delle presentazioni. Tacopina dice “la prima cosa che ho fatto è stata l’affidarmi a Perinetti”, Inzaghi che ai microfoni dice “Sono sceso in Lega Pro (l’anno scorso, ndr) perchè c’era la garanzia Perinetti)”, giocatori, gente dello staff, tutti a seguire un diesse di grande carisma anche davanti a telecamere e arbitri. Adesso, all’improvviso, Perinetti non serve più? Brutto segnale, questo, guai se il diesse dovesse essere solo il primo pezzo che si stacca. E attenzione, non c’è pessimismo in queste righe (il campionato poi si gioca sul campo), ma solo un sano realismo, che non può escludere la preoccupazione. Tacopina sta lavorando molto e su più fronti, un merito che bisogna riconoscergli, ma è comunque quello che deve mettere la faccia su tutte le situazioni, non solo sui selfie con i tifosi. Dovrà fare presto, come ha fatto quando ha chiamato Rogg. Ma deve tenere in piedi una macchina operativa che non è riuscita a crescere
di pari passo con la crescita di categoria della squadra. In altre parole, la squadra in due anni è passata dai dilettanti alla Serie B, la società ha invece ancora molte carenze. In sede c’è una buona squadra, che andrebbe rinforzata. Invece di perdere pezzi importanti. (c.cr.)

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