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Reyer, De Nicolao: «Entusiasmo a mille un sogno essere qui»

Originario di Camposampiero, 26 anni il prossimo 21 agosto Il matrimonio e la voglia di tornare a giocare in Nazionale

MESTRE. La maglia della Reyer, uno scudetto da difendere e una Supercoppa italiana da disputare in settembre attendono Andrea De Nicolao, uno dei colpi del mercato estivo orogranata. Nato a Camposampiero (Padova) compirà 26 anni il 21 agosto, ha le idee chiarissime da tempo. «Sono veramente onorato e orgoglioso di far parte di un club che nel nostro territorio è una eccellenza. Da padovano e veneto per me è splendido poter rappresentare tutti quei ragazzi della mia regione che vogliono realizzare un sogno, arrivare in una squadra che vince lo scudetto, con progetto così ambizioso e tanti obiettivi da raggiungere. Ambizioso come sono, è il massimo».

Sentirai responsabilità maggiori con lo scudetto sul petto?

«È una sfida che ho sempre affrontato, perché dove ho giocato dirigenza e tifosi si aspettavano tanto. Treviso e Varese ad esempio. Sono arrivato a Reggio Emilia in un momento lo stesso carico di aspettative. Sono pronto e carico».

Che squadra troverai?

«La Reyer ha fatto un mercato ottimo. I nuovi arrivi si vanno a innestare in un gruppo solido e rimasto dalla scorsa stagione. Gli ultimi arrivati dovranno subito entrare nei meccanismi che ci sono, e portare il loro mattoncino per migliorare e cercare di ripetere l’annata scorsa».

Cosa pensi di coach De Raffaele?

«Non mi ha mai allenato, ma ogni volta che ci siamo incrociati in campo ci siamo sempre parlati e confrontati. Un tecnico molto attento ai dettagli, che non fa distinzioni tra italiani e stranieri. Se lavori forte in allenamento puoi solo guadagnarci con lui».

Troverai una piazza con tifo caloroso e grande entusiasmo.

«È veramente bello vedere come è cresciuto il pubblico assieme alla squadra, non solo a Venezia ma in Veneto. La Reyer è un club che ha attirato passione, e il lavoro dà frutti. Il polo veneto del basket si è spostato da Treviso a Venezia, e qui c’è forse il miglior settore giovanile d’Italia».

Hai seguito la festa scudetto?

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«Sì, è stata bellissima, e viverla lo sarebbe ancor di più».

E a settembre sarà già Supercoppa italiana.

«Partire con il piede giusto sarebbe bellissimo. Questa coppa è strana, perché vince in genere quella squadra che si prepara meglio con i nuovi arrivati. Nel 2016 a Reggio Emilia ci siamo trovati subito in sintonia e abbiamo vinto il trofeo».

Le principali avversarie della prossima stagione?

«Milano non solo, ma almeno altre 4-5 squadre tra cui Virtus Bologna e Torino».

Noti un miglioramento del basket italiano?

«Migliora molto lentamente e c’è ancora troppo poco spazio per i giovani. Si investe poco su di loro. Venezia e Reggio Emilia sono in controtendenza, ma siamo ancora indietro rispetto ad altre nazioni. Ci sono troppe squadre fatte da rookie dei collage statunitensi».

Voglia di tornare in Nazionale?

«Certamente. Ma lo scorso anno ho avuto un problema al ginocchio, mentre tra pochi giorni mi sposerò, e quindi ho scelto di dedicarmi a questo passo importante e a chi mi segue e mi sta vicino facendo tanti sacrifici per me».

L’Italia ai prossimi Europei?

«Sono certo che potrà giocarsela, anche senza Gallinari. Ha commesso una ingenuità, ma saprà rifarsi».
 

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