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Challenge Venice, vince Kramer ma Casadei è grandissimo 

Challenge Venice, agonismo ed emozioni nelle tre massacranti prove Il veneziano in testa fino a 10 km dall’arrivo. Tra le donne prima la belga Goos

MESTRE. È tedesco il dominatore del secondo Challenge Venice di triathlon full distance. Lukas Kramer ha infatti trionfato sul traguardo di Parco San Giuliano al termine della massacrante prova “iron man” veneziana, ma il vero eroe di questa edizione è Alberto Casadei, giunto secondo dopo aver condotto la gara fino a 10 chilometri dall’arrivo, e che si è poi dovuto arrendere alla maggiore freschezza del suo avversario.

Una prova spettacolare, entrata nelle sue fasi salienti ieri mattina poco dopo le 5, quando i settecento partecipanti sono stati trasferiti in autobus da San Giuliano a Piazzale Roma, raggiungendo poi a piedi il patronato di San Giobbe, un luogo di culto dello sport veneziano, dove fino a pochi anni fa si giocavano campionati di basket all’aperto.

Qui gli atleti si sono cambiati, radunandosi in fondamenta San Giobbe, da dove si sono poi tuffati in acqua per la prima frazione, sfruttando un pontone di 22 metri per 7 che ha permesso loro di ritrovarsi subito in acque più profonde. Da qui 3,8 chilometri a nuoto fino al Parco San Giuliano, dove il veneziano Alberto Casadei è uscito dall’acqua appaiato a Davide Giardini in poco più di 53’. Prima delle donne è stata invece la croata Sonja Skevin in 1h01’48”. Il primo cambio ha prospettato ai partecipanti 180 chilometri in bicicletta su un tracciato che da Mestre li ha portati a Marcon, Quarto d’Altino, Meolo, Roncade, Monastier e San Biagio di Callalta.

Percorso ricco di suggestioni, ma anche di vento, che al ritorno al Parco San Giuliano ha visto ancora in testa Giardini e Casadei, separati da una manciata di secondi, e sempre inseguiti dal tedesco Per Bittner. In questa fase il campione uscente, l’olandese Dirk Wijnalda, è risalito dal 15° al 9° posto, mentre la belga Sofie Goos ha messo l’ipoteca sulla gara femminile, facendo il vuoto dietro di sé e andando al secondo cambio con 20’ sulla Skevin, mentre l’azzurra Martina Dogana arrancava in quarta posizione. La maratona conclusiva ha fatto la differenza. Poco dopo il cambio Giardini è crollato, perdendo posizioni su posizioni (alla fine 6°), così come il tedesco Bittner. A farsi sotto è stato allora il connazionale Lukas Kramer, che ha iniziato a rosicchiare minuti a Casadei, come l’altro tedesco Jan Raphael e a Dirk Wijnalda che è arrivato fino alla quarta piazza provvisoria.

Negli ultimi dieci chilometri la svolta per la prima posizione con Kramer che ha sorpassato Casadei, costretto a gestire le energie, e si è involato verso la vittoria. Sul traguardo il tedesco ha rallentato godendosi le due ali di folla, e stringendo le mani dei tifosi ha tagliato il nastro passeggiando. Il tempo finale è stato di 8h23’38”. Casadei è arrivato distanziato di 3’14”, ma la sua gara è stata encomiabile, e il primo abbraccio l’ha ricevuto dalla sua fidanzata Anna, e poi ha poi sollevato al cielo il gonfalone di Venezia. A 3’03’da lui ha chiuso il podio Jan Raphael, mentre la belga Goos ha vinto in scioltezza la prova femminile in 9h17’17”, addirittura con 19’di vantaggio sulla ceca Simona Krivankova e 32’sulla croata Sonja Skevin.

Martina Dogana è arrivata quarta in poco meno di dieci ore, senza riuscire a ripetere il podio della passata edizione. Challenge Venice che si è confermata una festa di sport, e l’appuntamento è già fissato per il prossimo anno.
 

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