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Reyer a due facce piegata Torino

La Fiat perde i pezzi, Venezia ne approfitta alla grande (+19)

MESTRE. Terzo successo consecutivo, Avellino, vittorioso nell’anticipo di sabato contro Sassari, di nuovo raggiunto al secondo posto, ma, in vista della sfida di Champions di mercoledì a Smirne, c’è molto da riflettere. La Reyer, sì, ha battuto nettamente (+19) la Fiat Torino, ma è stata aiutata notevolmente, nel corso del match, dalla dea bendata. Il roster dell’applaudito ex coach, Frank Vitucci, già privo del centro DJ White e del suo possibile sostituto, Valerio Mazzola, infortunatosi alla caviglia nell’allenamento di venerdì, ha perso, nel corso del match, il suo play, Wright, non rientrato più in partita, dopo l’intervallo a causa di un risentimento muscolare al polpaccio, l’ala Jamil Wilson, vittima, in due occasioni di dolorosissime distorsioni alla caviglia sinistra, la seconda della quale, all’inizio dell’ultimo quarto, lo ha costretto a raggiungere gli spogliatoi per essere sottoposto alle prime cure mediche e, per finire, ciliegina sulla torta (un eufemismo), a punteggio ormai acquisito, anche Deron Washington, che ha subito un’involontaria botta alla parte bassa dell’addome.

E, nel contesto di tali infortuni, non si può non biasimare il pubblico del Taliercio che, soprattutto nel caso dei due infortuni di Wilson, ha fischiato la sfortunata ala statunitense.

Fatta la doverosa premessa, quando si vince di 19 punti, non si può non mettere in evidenza i meriti della Reyer, autrice di due periodi stupendi: il primo e il terzo. Nei primi 10 minuti ha inflitto un parziale di 25-9 ai gialloblù piemontesi con un 17-0 paralizzante dal 4’ al 9’. In questo frangente si sono viste le transizioni, favorite dal recupero della palla e una splendida difesa, fatta di continui aiuti. Il tiro da tre con il 50% di percentuale (5/10) ha scavato il solco con Tyrus McGee sugli scudi.

Nel terzo periodo, contraddistinto dall’uscita dal campo di Wright e dalle precarie condizioni fisiche di Wilson, Venezia è volata fino al +24 (71-47) con un parzialone di 35-12 con il 9/10 al tiro nell’area pitturata e con il 57% dal perimetro. Fra questi due periodi non si può, però, tralasciare di evidenziare i due pessimi quarti (il secondo e il quarto). Dal 10’ al 20’ Torino, sospinto da Wilson, Harvey e l’ex Cuccarolo e con un’ottima difesa a zona, ha piazzato un parziale di 26-11, che ha avvicinato la squadra di Vitucci al -1 (36-35). In questa situazione tecnica i granata hanno insistito troppo con il tiro da tre senza cavarne un ragno dal buco (0/7. L’altro periodo da segnare in rosso per i ragazzi di De Raffaele è stato l’ultimo, nel quale sul +27 (74-47, massimo vantaggio della Reyer) e, dopo l’uscita dal parquet di Wilson, la Reyer si è incomprensibilmente seduta. Forse, inconsciamente, ha cominciato a pensare alla sfida fra due giorni in Champions di Smirne contro il Pinar, permettendo a Torino di rientrare fino al -10 (80-70 dopo un parzialone esterno di 23-4). A questo punto, il coch granata ha chiamato time-out e Venezia, con due canestri di Peric, uno di Bramos e l’altro, allo scadere, praticamente da metacampo di McGee, ha chiuso la contesa sull’89-70.

Certo, alla fine, è finita fra gli applausi della gente. Cinque giocatori in doppia cifra (con Peric topscorer con 17 punti), il 34% nei tiri da tre, il 68% in quelli dall’area e i 39 rimbalzi, sono tanta roba, ma è giusto anche mettere in evidenza che ieri Venezia ha affrontato una squadra molto sfortunata.

Alla fine anche De Raffaele può affermare che anche lui ha i suoi problemi visto il perdurare delle assenze di Tonut, Hagins e Batista, il cui esordio è stato ancora rinviato. Intanto, ora,

i granata dovranno recuperare le energie fisiche e nervose affrontando da oggi la faticosa trasferta di Smirne, dove mercoledì tenteranno di mettere la prima pietra per conquistare una Final Four in Champions League, che sarebbe un traguardo storico per il club.

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