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Finalmente il Mestre Day grande festa arancionera

Calcio Serie D. Il vecchio stadio “Baracca” riapre i cancelli. Subito sold out Corteo dal centro città, la benedizione di don Trevisiol, premi alle vecchie glorie

MESTRE. Il clima è caldo da giorni e la società ha informato come siano soltanto 38 i biglietti ancora a disposizione, tutti per la curva Baracca, visto che tribuna laterale e centrale fanno registrare il sold out. Saranno messi a disposizione direttamente oggi agli sportelli. Il Mestre ha suggerito ai suoi tifosi di arrivare alle 13.30. Inoltre la Curva Oberdan sarà aperta ai ragazzi ed alle famiglie del settore giovanile, dal momento che l’Altovicentino ha fatto richiesta solo per trenta tagliandi, permettendo al Mestre di riservare il settore ospiti ai propri giocatori, mentre ai tifosi vicentini sarà riservato un settore della tribuna laterale adiacente a quella centrale.

Poco prima del calcio di inizio don Trevisiol darà la benedizione ufficiale al nuovo impianto e tra il primo e il secondo tempo 25 ex glorie del calcio mestrino saranno premiate dal presidente Serena. Nell’occasione verrà presentato il nuovo inno arancionero firmato dal gruppo mestrino Phrenetic City. Intanto anche le mura di cinta esterne del campo sono state sistemate e rimesse a nuovo giusto in tempo per il fischio di inizio.

In merito al Mestre Day, organizzato da Mestre Mia, il presidente Andrea Sperandio,ricordando l’appuntamento per la passeggiata che partirà alle 13.00 da Piazzetta Matter afferma: «Sembrerà una banalità, ma non lo è. Mestre, la nostra città, sta attraversando un momento delicato. Ultimamente sta recuperando, anche grazie a tutti i cittadini e a chi la ama, quello spirito di appartenenza e di affiatamento, i latini la chiamavano "civitas" che ogni città del deve avere. Quello spirito è mancato per molto, troppo tempo. Ma Mestre è sempre rimasta qui. Da secoli, ancora prima di Venezia, quando era un “castrum” romano. Aspettava solo di essere amata e vissuta in ogni momento della giornata da chi le dà vita, cioè noi. Sembrerà strano, ma nel coso dei decenni un ruolo fondamentale lo hanno avuto quei due importanti punti di aggregazione che sono Piazza Ferretto e lo stadio Baracca. Oggi, la cittadinanza vuole salutare questo evento tanto atteso, facendo una passeggiata tutti insieme fino all’ingresso dei cancelli» conclude Sperandio, «penso sia difficile negare alla nostra città un’ora

del nostro tempo. Avrete capito che non si tratta di solo di essere appassionati di calcio o tifosi ad ogni costo. Si tratta di fare un piccolo regalo a Mestre in occasione, peraltro, della festa del papà, così come il Baracca è un po’il “papà” della nostra città«.

Gian Nicola Pittalis

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