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PUGILATO

Nino Benvenuti ospite a Musile «L’oro olimpico trionfo più bello»

MUSILE DI PIAVE. «Come faccio a mantenermi così giovanile? Mi sono scelto i genitori giusti. Mamma e papà erano in forma come lo sono io. Si vede che è un fatto di genetica». Ci scherza sopra Nino...

MUSILE DI PIAVE. «Come faccio a mantenermi così giovanile? Mi sono scelto i genitori giusti. Mamma e papà erano in forma come lo sono io. Si vede che è un fatto di genetica». Ci scherza sopra Nino Benvenuti. All’anagrafe le primavere sono 78. Ma per il campione olimpico di Roma 1960, oltre che pluricampione mondiale dei pesi superwelter e medi, il tempo sembra non passare mai. Come non tramonta il suo mito. Benvenuti, il più amato tra i pugili della storia italiana, ha fatto tappa a Musile di Piave. Una breve comparsata, prima di andare a Grumolo delle Abbadesse, nel vicentino, dove ha partecipato ai festeggiamenti per Luca Rigoldi, l’unico pugile veneto a vincere, lo scorso 10 dicembre, il titolo italiano professionistico dei Supergallo. Nella stessa occasione Paolo Toniolo (più volte presidente del comitato regionale) ha voluto fare un regalo speciale a Benvenuti, consegnandogli una riproduzione della medaglia d’oro di Roma 1960. L’originale fu rubata a Benvenuti anni fa, mentre una prima riproduzione gli è stata trafugata qualche mese fa in occasione del viaggio a Chicago per il suo inserimento nella “Hall of fame”. Lo stesso Toniolo è stato l’artefice del passaggio a Musile. Toniolo ha una nipote, la 14enne Alexandra, che gioca nel Volley Pool Piave. Alcuni dirigenti e allenatori della società pallavolistica avevano manifestato il piacere di conoscere Benvenuti. Così è nata l’idea di un “gemellaggio” a tavola. Teatro dell’incontro il “Ristogrill Da Lele”. Presente anche Angelo Zoggia, il decano della Boxe San Donà. Tra un piatto di pesce e l'altro, Benvenuti, accompagnato dalla moglie, si è prestato con piacere, parlando di pugilato proprio a partire dalla medaglia di Roma ’60. «A parte quella su Griffith del 1967, la vittoria che ricordo con più piacere è proprio quella di Roma» ha spiegato Benvenuti, «gli altri titoli passano di mano tra i pugili. Ma delle Olimpiadi non diventi mai un ex. Ecco, posso dirlo ancora oggi: sono un campione olimpico». Benvenuti ha ringraziato con una battuta del bel regalo della medaglia («Mi hanno evitato di tornare sul ring») e poi si è soffermato sul suo rapporto con il “quadrato”. «Sono

cresciuto sul ring, da quando ero un ragazzo di 13 anni e fino ai 33 anni», ha aggiunto, «qualche rimpianto? No, praticamente ho vinto in tutto quello che ho fatto. Posso essere felice». Impressionante il suo roulino da professionista, con 82 vittorie su 90 incontri.

Giovanni Monforte

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