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Occhio a “Fabeo”, il campione di Martellago

Paolo Simion al suo primo Giro d’Italia: «Una grande occasione, un’esperienza che mi farà crescere»

MARTELLAGO. «Essere al Giro d’Italia per me è una grande opportunità. Ora è il momento di spingere e “menare”». Carattere, preparazione fisica e convinzione sono le caratteristiche di Paolo Simion, 23 anni ciclista professionista, che per la prima volta partecipa al Giro d’Italia. “Rosso Volante” per il colore dei capelli o “Fabeo” che è il nomignolo con cui è conosciuta la famiglia a Martellago, questi sono i due soprannomi di Paolo Simion che, oltre al ciclismo, ha altre passioni. «Mi piace viaggiare, ogni anno quando riesco a prendermi un periodo di ferie voglio visitare posti nuovi. Apprezzo anche l’enigmistica e la lettura. Mi piacerebbe anche aiutare mio papà in qualche lavoro in campagna ma causa gli allenamenti ho poco tempo e forza».

Anche lui da bambino, come molti altri sportivi, aveva dei riti scaramantici. «Una voltase vincevo una gara indossavo gli stessi indumenti, tipo calzini, maglia o pantaloni» confessa sorridendo, «adesso sai già quale è il tuo stato di forma, sai già se potrai vincere o meno e non ti aggrappi alla scaramanzia. Se più realista, più grande e maturo».

Paolo Simion ha coronato il sogno di gareggiare con il suo mito Tom Booner. «Starci vicino in gara è una cosa strana, da giovane lo vedevi vincere e adesso ci corri assieme. Ora lo vedo come uno stimolo per migliorare». Il giovane Simion ha già fatto incetta di vittorie in tutte le categorie. «Il momento più bello è stata la prima vittoria, colta tra l’altro a Martellago in casa. Tutto il paese si ricorda ancora quella gara. Momenti brutti nell’attività sportiva ce ne sono tanti, sia fisici come gli infortuni che mentali tipo quando vai in difficoltà. Questi comunque ti danno la forza per andare avanti e migliorare».

Dunque, prima partecipazione al Giro. «Sono strafelice, ero reduce da una brutta caduta ma mi sono messo subito in bici per recuperare. La squadra mi ha concesso una grande opportunità per giocarmi le mie carte. Questa è una gara molto importante anche per la Bardiani. Adesso bisogna spingere e menare. Ho iniziato a novembre a prepararmi e finora ho fatto oltre 15 mila km. Vediamo come reagisce il fisico in una corsa di venti giorni, per me è una cosa nuova».

Anche nel suo caso, la corsa rosa passerà a pochi chilometri dalla casa di Martellago. «Non capita tutti gli anni che passi il Giro. Sarebbe stato bello che fosse passato a Martellago. Verranno gli amici e anche i soci del

fans club. Mi fa molto piacere dato che è difficile stare via di casa per tanto tempo».

E poi un pronostico su chi arriverà in “rosa” a Torino. «Secondo me vince Nibali» conclude, «anche se come nelle settimane di avvicinamento è sembrato più indietro rispetto ad altri». (g.p.)

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