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LA STORIA

«Io, tedoforo italiano a Los Angeles per i World Games»

Stefano Lucarelli della Questura di Venezia ha portato la fiaccola olimpica: «È stato un privilegio enorme»

MESTRE. La fiaccola olimpica è partita da Atene, sede degli ultimi World Games quattro anni fa, lo scorso 26 maggio, per arrivare ad accendere il braciere di Olimpia all'interno del Memorial Coliseum di Los Angeles nella notte tra sabato e domenica: 50 Stati attraversati, poi l'arrivo in California dove è stata affidata alle tre squadre di poliziotti in arrivo da tutto il mondo, selezionati con un criterio durissimo secondo un protocollo internazionale cui anche la Polizia di Stato italiana ha aderito alcuni anni fa.

Da quella selezione, l'unico rappresentante italiano chiamato a far da tedoforo risponde al nome di Stefano Lucarelli, Sovrintendente della Questura di Venezia, già l'anno scorso tra i promotori più attivi del medesimo servizio a seguito di "Venezia 2014", la straordinaria trentesima edizione dei Giochi Nazionali Special Olympics ospitata dalla città lagunare a fine maggio. Un'esperienza umana e sportiva unica, quella vissuta dall'interno del movimento fondato nel 1968 da Eunice Kennedy per favorire la pratica sportiva in persone con disabilità intellettiva (e che oggi conta oltre 4 milioni di praticanti in più di 180 Paesi). Un'esperienza capace di farti cambiare la visione del mondo, secondo quello che lo stesso Lucarelli - raggiunto a Los Angeles a ridosso della maestosa Cerimonia di apertura cui hanno partecipato tra gli altri la famiglia Obama e Stevie Wonder - ammette contenendo a stento un'emozione fortissima: «Essere parte di tutto questo, rappresentando sia il mio Paese che la Polizia di Stato, è un privilegio enorme, di cui non credo ancora di rendermi conto. Se già l'anno scorso, girando per tutto il Veneto, mi ero innamorato di questa causa, in queste tre settimane nel USA ho potuto toccare con mano quanto nel mondo l'impegno di un'organizzazione come Special Olymics sia fondamentale per la vita di questi atleti, che sono ti riempiono l'anima di sorrisi e riconoscenza senza chiedere mai nulla in cambio».

Ai World Games americani, i più grandi di sempre mai organizzati, partecipano oltre 7.000 atleti in rappresentanza di 180 Paesi: la delegazione azzurra è composta di 101 atleti, di cui 5 veneti ed uno, Alessio Carpenedo, mestrino doc. Le gare si disputano da ieri e termineranno sabato primo agosto, ma per il Sovrintendente Lucarelli l'impegno ufficiale è terminato con la Cerimonia di sabato notte, quando ha fatto il suo ingresso in diretta planetaria, tra migliaia di flash e di applausi, assieme a tutti gli altri compagni di viaggio, poliziotti parlanti ognuno la propria lingua, ma tutti quella universale dello sport.

«Papa Francesco ha detto che ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente, e che per questo è un dovere essere gentili sempre. Ho fatto mia questo principio proprio grazie a Special Olympics, condividendolo con i colleghi da tutto il mondo ma soprattutto con Graziano Carrozzo, una persona che d'ora in poi sarà parte della vita mia e della mia famiglia». Quest’avventura americana ha in sé tutti i crismi della "missione speciale": «Spero che quanto fatto in collaborazione con la Questura di Venezia diventi il detonatore di una vera e propria adozione della causa Special Olympics da parte della Polizia, strutturando un rapporto che può e deve dare di più. Ringrazio il Questore Sanna per avermi dato questa opportunità, assieme a Betti Pusiol di Special Olympics Veneto e Davide Giorgi della Polisportiva Terraglio: senza di loro nulla sarebbe accaduto, ed io gli sarò riconoscente per sempre».

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