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Gordige, dottoresse in campo

Serie B femminile. Claudia Sacchetto e Silvia Cerato “in gol” all’Università. Nel futuro ancora calcio

CAVARZERE. Chissà se adesso, in spogliatoio e in campo, le chiameranno “dotttoresse”. Quello che è certo è che Silvia Cerato e Claudia Sacchetto, giocatrici del Gordige Cavarzere (serie B, calcio femminile) hanno scelto un luglio infuocato per segnare un gol importante, quello della laurea. Dalla scorsa settimana, infatti, Silvia e Claudia hanno conquistato il sospirato pezzo di carta: Cerato a Padova, 100/110 alla facoltà di Ingegneria Edile-Architettura, Sacchetto a Ferrara alla Facoltà di Biologia, con un 110 reso ancora più sontuoso dalla lode. Nell'ordine, la prima a sentirsi cantare dopo la proclamazione il classico “dottore, dottore” è stata Claudia, che ha concluso la sua triennale a Ferrara il 14 luglio. «Ora voglio continuare» racconta, «fare anche i due anni di specialistica, questo è l'obiettivo che ho sempre avuto». Esterno sia difensivo che di centrocampo, tifosissima della Juventus, Claudia Sacchetto è al Gordige dal 2009, lo stesso anno in cui è approdata in biancoceleste anche Silvia Cerato, anche lei aficionada bianconera. «Ottenere questa laurea non è stato facile» dice «ma alla fine la soddisfazione è stata grandissima. Certo, tenere insieme tanti impegni è dura. Oltre agli allenamenti e allo studio, infatti, ho già un lavoretto nella segreteria dell'università popolare di Camponogara. Difficoltà? Beh, diciamo che spesso quando c'è stato da scegliere tra pallone e studio ho scelto la prima opzione. E il 100 si spiega anche così...».

Studio, sacrifici, futuro legato a un posto di lavoro e non ha contratti milionari, il domani di Silvia e Claudia è lo stesso che tocca da vicino tante calciatrici in Italia. Ma loro non hanno la minima voglia di mollare. «Ora mi voglio concedere un po' di riposo» confessa Silvia Cerato, «e poi cercarmi un lavoro. Certo, se penso a quella che è la considerazione per il calcio femminile non posso che provare rabbia. Ma conta poco, il desiderio di tornare in campo il prossimo anno è più grande». Non c'è solo l'orgoglio per il risultato raggiunto, quindi, ma anche la rabbia per la scarsa attenzione e rispetto che in molti hanno nei confronti del movimento femminile. «Guardate quello

che succede negli Usa, con la parata in onore della Nazionale dopo il successo ai Mondiali» conclude Sacchetto, «e pensate se una cosa del genere sarà mai possibile in Italia. E non è solo un problema del calcio, in ogni sport noi donne godiamo di scarsa considerazione».

Maurizio Toso

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