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Aglaia Pezzato è a Doha per i mondiali in vasca corta

STRA. Passione, grinta, perseveranza. Aglaia Pezzato è tornata, ha raggiunto l’obiettivo cercato, sudato e raggiunto a suon di sacrifici, a testa bassa. Vent’anni, di Vigonza, portacolori del...

STRA. Passione, grinta, perseveranza. Aglaia Pezzato è tornata, ha raggiunto l’obiettivo cercato, sudato e raggiunto a suon di sacrifici, a testa bassa. Vent’anni, di Vigonza, portacolori del Plain Team Veneto, è nel gruppo della Nazionale azzurra che da ieri 8 e fino all’8 dicembre) gareggia a Doha (Emirati Arabi) per i campionati mondiali di nuoto in vasca corta. Molti la descrivono come la grande promessa del nuoto azzurro, Aglaia ha un nome importante, di una delle tre Grazie, quella della bellezza, raffigurata da Botticelli. Un concentrato di determinazione, tenacia ed eleganza. Allieva di Salvatore Piazzese e Antonino Spagnolo, dopo due anni tormentati da infortuni e interventi chirurgici ad entrambe le spalle nel 2011 e 2012, è ritornata a recitare un ruolo da protagonista. Il suo allenatore Antonino Spagnolo la sprona e la protegge come un padre affettuoso e consapevole del suo valore. La prima convocazione in nazionale a vent’anni, un successo personale che ha iniziato a produrre risultati importanti. «Ho guadagnato la qualificazione tre settimane fa al recente Gran Premio d’Italia che si è svolto nella piscina di Massarosa a Lucca» ha raccontato Aglaia Pezzato poche prima della partenza «facendo registrare prestazioni entro il decimo posto dell’attuale ranking mondiale nelle specialità dei 200 e dei 50 stile libero. Grazie alla convocazione del direttore tecnico Cesare Butini parteciperò a questo primo evento di portata internazionale della mia carriera, affiancandomi ad atlete di assoluto valore come Alessia Polieri, Silvia Di Pietro, Giada Galizzi, e ovviamente Federica Pellegrini. Per me è un motivo di grande soddisfazione dopo tre anni negativi conditi da infortuni e operazioni».

Una convocazione un po’ a sorpresa in mezzo a quella di tanti nomi del nuoto nazionale. «Ci speravo, era qualcosa che volevo. Sentivo che era arrivato il momento di essere ripagata da tutti questi anni di sacrifici. Ho mantenuto alta la concentrazione fino alla fine e ce l’ho fatta. Avrei quasi preferito un Europeo come prima esperienza internazionale, e invece farò un Mondiale».

A cosa si deve questo sogno che si realizza? «Credo sia un premio al mio impegno. La mia vita è dedicata allo studio, frequento il secondo anno di Scienze Politiche, e al nuoto. Mi alleno quasi

tutti i giorni due volte al giorno, con i miei inseparabili compagni di vasca Matteo De Rossi e Daniel Righetto. L’altra metà del merito va al mio staff composto da professionisti come Andrea Longo, Roberto Bellan, Marisa Muzio, Nicola Sponsiello, Alessandro Girardo».

Giancarlo Noviello

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