È morto Mario Ardizzon bandiera del Venezia

Si è spento venerdì alle prime ore della notte. Mercoledì i funerali al Lido Protagonista di tante partite negli anni d’oro della squadra. Maglia numero 3

    VENEZIA - Un pezzo di storia che se ne va. O forse no, perchè Mario Ardizzon resterà sempre nella memoria di chi ha sofferto, gioito, esultato o forse pianto allo stadio Penzo. Mario Ardizzon è morto nella notte, alle prime ore di un venerdì piovoso. Il pericolo è quello di cadere nella retorica. Ma questo strano novembre finito ieri era cominciato con sorrisi e voglia di revival. Domenica 4, meno di un mese fa, c’era anche Mario al centro del campo, allo stadio “Penzo”, il suo stadio,in occasione della partita contro il Milazzo. La felicità nel riabbracciare vecchi compagni, una premiazione di quei giocatori che hanno fatto la storia della squadra. Una maglia con il nome, ai suoi tempi non si usava. L’applauso dello stadio, seppur semideserto, gli aveva inumidito l’occhio. Ardizzon, chiusa la carriera, si era fermato al Lido, abitava là da anni. Ma con i ciosoti ritrovava un perfetto accento dell’infanzia. «Come vala a Ciosa?», «Ben. E ti, come stastu?». Doveva farsi un’operazione, cose cardiache, aveva spiegato che era una cosa quasi normale. E non aveva paura. Non ha mai avuto paura di niente. Gli avversari, semmai, avevano paura di lui. Perchè in campo era tutto grinta, di qui non si passa, con le buone o con le cattive. Mario Ardizzon dalla maglia biancoceleste del Clodia passò a quel neroverde che divenne seconda pelle nel 1957. Ha giocato anche nella Roma con Cudicini, un giovane De Sisti, agli ordini di capitan Losi che comandava la difesa. E poi nel Bologna, quando prese il posto di Pavinato, il terzino dello scudetto targato Bernardini. Ma sapeva che sarebbe tornato al suo Venezia. Del Venezia è stato giocatore, capitano, allenatore. Ed ha voluto bene alla bandiera del Vecio Leon, come ad un amore vero, arrabbiandosi qualche volta, quando vedeva che gli anni cambiavano i sentimenti dei dirigenti di turno, presi a guardare troppo presente e futuro, scordandosi che la forza del Venezia poteva essere in un grande passato. Teneva banco nelle serate revival, quelle organizzate da Lele Daniele. Di sicuro non sarà dimenticato dai tifosi. Il Venezia ieri sera ha già inoltrato alla Lega la richiesta per il minuto di raccoglimento prima di Venezia-Alessandria. Ma la bandiera continuerà a sventolare.

    Carlo Cruccu

    01 dicembre 2012

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