Basket. Il diesse Casarin e la sconfitta con Pesaro in Coppa «Ci servirà da esperienza, ora rituffiamoci nel campionato»
MESTRE
Rituffarsi sul campionato. Lo schiaffone rifilato dalla ScavoliniSiviglia alla Reyer è di quelli che lasciano il segno, bruciatura a caratteri cubitali. La Final Eight di Coppa Italia doveva essere una luminosa passerella per la squadra di Andrea Mazzon, si è rivelata una corsa ad handicap dal primo all’ultimo secondo. Stupire in campionato può non significare essere già pronti per Final Eight o Final Four, è accaduto alla Reyer, ma anche a Sassari e Avellino, altre due squadre-sorpresa arrivate senza Travis Diener e Dean.
Una prestazione che non può essere figlia solo dell’assenza di Fantoni, Reyer molle, in difesa soprattutto, come testimoniano le percentuali lasciate ai marchigiani: 56,1% da 2 punti (23/41), 52,6% da 3 (10/19). E non solo, emblematica è la differenza (negativa) tra palle perse (19) e palle recuperate (5), ma anche i 21 assist lasciati a Hickman e soci.
La Reyer deve comunque chiudere la porta della Final Eight e pensare al campionato, dove ha in mano il secondo posto virtuale se si guarda il numero di sconfitte (7).
«Verrebbe da dire che non abbiamo perso - osserva filosoficamente il direttore sportivo Federico Casarin - perché perdi una partita quando la giochi, e noi contro Pesaro non abbiamo giocato. La ScavoliniSiviglia, al contrario, ha disputato un’ottima gara sia in difesa sia in attacco. Logico che avremmo voluto fare una figura diversa».
Venerdì notte insonne, trascorsa a davanti alla televisione a riguardarsi le immagini della gara con la ScavoliniSiviglia. «Siamo entrati in campo molli, come se non fossimo pronti per un avvenimento di questo genere, senza la determinazione che ci ha contraddistinto finora, ancora più indispensabile in un match da dentro o fuori. Non sono partite uguali a quelle di campionato. Se dipendesse da noi, giocheremo già stasera, facciamo tesoro di questa esperienza e prepariamoci alla gara di campionato con Pesaro».
Per la prima volta l’Umana ha giocato senza Fantoni. «Tommaso per noi è un giocatore importante, ma la prestazione di Torino non è frutto della sua assenza. La Reyer ha giocato sotto ritmo, merito anche dalla grande partita disputata dai nostri avversari. Vediamo l’esperienza di Torino come una tappa, siamo contenti di aver partecipato alla Final Eight anche perché questa manifestazione ci ha fatto capire dove lavorare per migliorare».
Venezia si è presentata in Piemonte come squadra rivelazione del campionato, reduce dalle due vittorie contro Siena e Cantù, le finaliste tricolori e della Coppa Italia della passata stagione. «Qualcuno ieri mattina mi ha chiesto se questa sconfitta ci ha fatto ritornare con i piedi per terra . spiega Federico Casarin - non possiamo scendere perché non ci siamo mai sentiti in alto. Siamo sempre consapevoli di chi siamo e dove dobbiamo arrivare. Resettiamo in fretta questa sconfitta, come abbiamo sempre resettato le vittorie. Interventi nel roster? Ripeto quanto ho sempre sostenuto da inizio stagione: noi monitoriamo il mercato. Se ci sarà l’opportunità, la sfrutteremo, ma inserire un giocatore solo per far numero, non serve».
Michele Contessa
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