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Portogruaro in Serie B
Festa lunga una notte

Giocatori-eroi a tu per tu con i tifosi pazzi di gioia. La lettera B è stata al centro della baldoria

PORTOGRUARO. E’ stata una domenica di gioia per Portogruaro, che ha accolto da eroi i giocatori rientrati da Verona. L’entusiasmo di migliaia di persone era tale che le forze dell’ordine hanno dovuto chiudere via Stadio, permettendo solo al pullman del Portosummaga di dirigersi verso il Bar Dreher, epicentro del sisma granata. Avete presente l’8 giugno 2008? Moltiplicatelo per tre, giusto per capire la marea granata che montava all’arrivo della squadra: il pullman si è dovuto fermare all’altezza dell’incrocio con via Arma di Cavalleria per la calca della gente.

Sono scesi Calori, la squadra al completo, lo staff, Alfio Pelliccioni e a piedi si sono diretti al centro della strada verso il Dreher. La gente, fra applausi, cori, abbracci, ha travolto di entusiasmo gli eroi di Verona, in un pandemonio di bandiere, sciarpe, clacson e quant’altro. Sembrava di assistere alla scene da vittoria di uno scudetto. La festa è decollata nel bar, dove giocatori e tifosi si sono mescolati, dando voce al coro: «Serie B, serie B, serie B». Ed è stata la lettera B la protagonista della serata: riprodotta in formato maxi, ripresa in tanti striscioni e stampata su maglie celebrative, tenute ben nascoste fino al triplice fischio finale. Ovunque gente in piedi sui tavoli e con il bicchiere rigorosamente in mano per un brindisi infinito, tanto che è stato necessario un rifornimento in corsa per portare nuovi fusti di birra.

Tifosi e giocatori sullo steso piano, senza filtri, senza barriere né tensioni: in poche altre realtà funziona allo steso modo. Memorabile la scena di Espinal seduto sulle spalle di un amico, che dava il cinque a tutti. Intanto Cunico indossava ancora le vesti del calciatore, con la maglia numero dieci e il cognome stampato sulla schiena, omaggio dei tifosi della Squadra B. Dopo un quarto d’ora dall’arrivo della squadra ecco l’acquazzone che raffredda i bollenti spiriti e per qualche tempo dirada la baldoria. Poi smette ed è ancora un accorrere di gente che vuole stringere la mano, incitare, ringraziare la squadra per un campionato da sogno. Calori è un signore: strette di mano e una parola per tutti, uno per uno. Poi qualcosa bisognava pur mangiare e allora quadra che si disperde nel vicino centro storico tra stand delle cantine di Terre dei dogi i festa e ristoranti. I bar Sguerzi e Campanile sono teatro di altre gozzoviglie che vedono protagonisti molti giocatori assieme a gruppi di tifosi. Più sobriamente Calori, Francesco Mio, Pelliccioni e alcuni altri dirigenti sono al Quadritondo.

Ma poi tutti i calciatori ritornano alla spicciolata al Dreher, dove la festa ha un tono sempre più alto, anzi alticcio: scorrono le immagini della replica della partita in TV. Alla una precisa c’è il gol di Bocalon, seguito dall’esplosione di gioia della gente, come se fosse stato in diretta. Altinier, visibilmente su di giri, sfoggia sulle spalle un lenzuolo con scritto il suo nome, omaggio di qualche tifoso; ma anche Vicente, Scozzarella, Marcato e altri giocatori hanno perso i freni inibitori. Il resto è roba per nottambuli: alle 2 in via Stadio c’è ancora gente che passa in auto e strombazza
col clacson, poi le ore sempre più piccole, il clan Cunico e il clan Mattielig con alcuni tifosi cenano alle tre in un agriturismo. Quasi dimenticavamo la domenica dei tifosi in pullman, finita come era iniziata: scarica di nuovo le griglie, apparecchia le tavolate e via con le bistecche e il vino.

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