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Venezia tris, crolla il Palazzolo

Brutto primo tempo, poi Volpato suona la carica: ed è 3-1

VENEZIA. Due partite diverse: quella del primo tempo, ai confini dell’inguardabilità, anzi, forse oltre. E quella del secondo tempo, girata in un minuto e poi dominata in lungo e in largo, nella quale se proprio bisogna tirar fuori una critica si può dire che dopo il terzo gol il Venezia troppe volte si è mangiato il quarto. Con un Palazzolo in ginocchio, sorpreso e stravolto. 3-1 e via.

Verità. Quale è il vero Venezia? Quello del secondo tempo, ovviamente. Quello che si è messo a giocare, uscendo dall’inspiegabile torpore. Risultato rovesciato in due minuti, partita presa in mano, un altro passo, un’altra velocità, e poi sul piano tecnico una superiorità indiscutibile non solo nei confronti del Palazzolo, ma di tutte o quasi le altre squadre del campionato. E allora perchè quel primo tempo da sonno? In attesa di saperlo, forse una spiegazione la cerca anche Favaretto, ci si può tener buoni questi tre punti, che puntellano una poltrona playoff ormai assicurata. Specchio. In campo due squadre schierate allo stesso modo, ovvero con un centrocampista piazzato davanti alla difesa (da una parte Di Prisco, dall’altra Vezzoli) e gli altri tre a sacrificarsi anche nelle chiusure sui lati. Il primo tempo del Palazzolo è spumeggiante, classifica falsa quella dei biancazzurri, Lorenzi crea gioco e lo finalizza, il gol è suo, al 33’, un destro malefico sporcato da un ciuffo d’erba ma che trova un Cavarzan con il sedere per terra in anticipo.

Perchè? Cosa non funziona nel Venezia del primo tempo? Mancano le idee, Collauto non trova la posizione giusta, Malagò non ne azzecca una, Correzzola è tagliato fuori, la sensazione è che la partita si possa vincere solo con un calcio piazzato o con la classica botta di Segato. Dite la verità, l’avete pensato anche voi. Solo che il Palazzolo arriva prima sul pallone, si muove in maniera compatta e, fino al 45’, non ha gente fuori partita.

Scossa. Ripresa e dopo 3’ minuti entra Corazza. Che non è Messi - nonostante le scarpette celesti - ma che dà più profondità ad una manovra altrimenti in preda ai lanci lunghi. Così al 4’ Collauto pennella il corner e Modolo va a schiacciare di testa per l’1-1, il Palazzolo non fa nemmeno in tempo a rialzare lo sguardo e via con un corridoio verticale (vero jolly, non è specialità veneziana) di Collauto per Volpato, diagonale al millimetro e 2-1. Partita girata, e finita, in cento secondi. Anche perchè tutta la squadra è assestata, e la difesa resa impenetrabile sotto la guida di un ottimo Vianello, in versione Nesta della Madonna dell’Orto.

Discesa. Il resto è tutto facile, i tifosi del Palazzolo si consolano, tutto sommato il giro a Venezia è sempre piacevole, un raggio di sole è un bel regalo, fossero venuti nel freezer di otto giorni fa avrebbero rimpianto la nebbia padana. Quando Bigoni crossa e Volpato salta un metro sopra la testa di Defendi per l’inzuccata del
3-1 non c’è proprio più niente da fare e da dire. E allora colpi di grancassa per il Venezia che vince la sesta consecutiva, si odono anche squilli di tromba di un Nini Rosso arancioneroverde. Mercoledì. E ora il Belluno, dopodomani, ancora qui, primo dei tre recuperi che portano al secondo posto.

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