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Venezia, neanche stavolta

Da 0-2 a 2-2, ma la rimonta non basta. Troppe crepe in difesa

VENEZIA. Horror Venezia nel primo tempo, qualcosa di meglio nel secondo quando Favaretto corregge gli errori e mette gli uomini al posto giusto. Ma per questo 2-2 contro una Manzanese arancione come l’Olanda (la somiglianza non va oltre il colore della maglia) c’è poco da gioire. Un altro pari. Con l’Este già oltre l’orizzonte, i sogni di C/2 ripiegano sui ripescaggi. Presto, per essere gennaio.

Allarme.
Passano venti minuti e i friulani hanno già due gol di vantaggio. Desolante la difesa veneziana, che al primo cross va già sotto. Errori, scelta dei tempi sbagliata, confusione. Grop - che non è Van Nistelrooy e neanche parente di quello che una volta giocava in serie A - la mette dentro di testa facile facile, Godeas si ripete con un destro piazzato da centroarea dopo una azione diventata incontenibile per difensori piantati per terra. E in mezzo ai due gol, un’altra capocciata di Terrida, almeno quella bloccata da Cavarzan. Se questo è il buongiorno 2010, il Venezia deve ripartire in salita.

Scelte.
Qualcosa non funziona e scaricare tutta la colpa alla difesa non è poi neanche generoso. Zanon esterno sinistro di centrocampo non gira, fa fatica e deve spesso inseguire l’avversario, Di Prisco è troppo sacrificato a filtrare, la sorpresa è la posizione di Nichele, che anzichè giocare dietro le punte fa l’interno puro, senza averne passo e tempi. Favaretto avrà avuto i suoi motivi per queste scelte, confortante comunque la retromarcia del secondo tempo, che rimette in partita la squadra. Di Prisco sgravato da altri compiti prende in mano il centrocampo, Nichele al centro va meglio, fuori Zanon e dentro Corazza che si piazza sulla trequarti centro e crea problemi ai difensori orange.

La chiave.
Grande importanza, per il Venezia, l’aver segnato poco prima dell’intervallo. Sull’1-2 la squadra di Favaretto prende coraggio, la Manzanese comincia ad accusare la paura di vedersi svanire il tesoretto. Impetuoso l’inizio del secondo tempo, Correzzola va a segno al 7’ e torna il sereno. Mezzora abbondante per vincere però non basta, il Venezia diventa padrone del campo e del pallone ma non concretizza, il portiere avversario (che si chiama Del Mestre, cognome da derby) non deve neanche fare miracoli. E la Manzanese, da parte sua, passa la metacampo una sola volta, andando però vicinissima al tris: fuori la puntata di Venturini al 32’.

Gol-rimonta. Due chicche veneziane: 43’, Collauto mette sulla testa di Volpato uno dei pochi cross dispensati in partita, il bomber incorna sopra la testa dell’avversario senza bisogno di saltare. Il pari 7’ dopo l’intervallo, stop e botta di destro dal limite, palla imparabile, Gianluca Correzzola sceglie il modo migliore per presentarsi allo stadio “Penzo”.

Sensazione.
Forse il fatto di chiamarsi Venezia presuppone l’obbligo di vincere sempre. Non è così. Dopo mezzo campionato possiamo dire che
il Venezia non è la squadra migliore e che la classifica dice tutto sommato la verità. Volpato-Correzzola è forse la miglior coppia d’attacco del girone, ma mica tutte le domeniche può fare un gol in più di quelli che prende una difesa che, conti alla mano, è tra le più perforate della categoria.

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