C’è Concordia, ci sta il pari

Il Venezia si illude con Segato e Collauto, poi paga gli errori

    di Carlo Cruccu VENEZIA. Organizzazione, gioco essenziale, discreta tecnica e capacità di capire le fasi della partita. Sono qualità del Concordia, che sbarca per la prima volta nella sua storia (compresa l’era Sagittaria e Julia) a Sant’Elena, se la gioca senza a testa alta e se la pareggia con onestà. Il Venezia produce di più sul piano della quantità, ma non basta. Perchè commette qualche errore fatale.

    Paraocchi.
    Il tifoso che vede solo arancioneroverde dirà che il Concordia ha fatto due tiri in tutto, ottenendo il massimo. Sul piano delle occasioni in effetti il Venezia crea parecchio di più, ci mette molto cuore ma, stavolta, poca lucidità. Va spesso per linee esterne, la squadra di Favaretto, ma i cross sfornati a centro area non producono nulla, Rao e Villotta non sbagliano un pallone e vincono la sfida con Volpato e Ragusa anche sul piano fisico. Il Venezia ultimamente sta faticando in avanti, Volpato è stato protagonista di uno stupendo avvio di stagione ed è umano che ora accusi un calo, Ragusa gioca a singhiozzo e non è neanche fortunato, buon per tutti che ci siano centrocampisti in grado di inventare gol come Segato o Collauto, e se il gol viene da corner o da palla ferma non è un reato.

    Mascherina. Ecco che spunta il Concordia: la sua partita è costruita sulla difensiva, ma la squadra non rinuncia a ripartire, a pizzicare la difesa veneziana. Lavoro oscuro di Monti, grande contributo di Cervesato, che comincia a supporto dell’attacco e finisce coprendo centrocampo e difesa, Andretta presenta un 4-3-3 che implica in tutti i suoi bianconeri spirito di sacrificio. Pagotto, portierino del ’92 comincia con qualche uscita goffa, ma in realta sul pallone ci arriva sempre, bene o male, e nel finale volando sull’inzuccata di Ragusa diventa protagonista. Il Concordia si difende senza fallosità e senza buttare la palla in laguna. Nel finale gestisce il pallone e raccoglie il premio con il gol di Simone Basso, l’uomo mascherato, una sorta di Chiellini del Veneto Orientale, non per il ruolo ovviamente, ma per la fragilità del naso.

    Quattro gol. Rivediamo il film: siamo al 10’, corner, missile di Segato e palo pieno. Mischia in area e altro corner, stessa palla a Segato e missile bis, che stavolta gonfia la rete, gran gol. Pari al 26’, Serra centra un pallone, Bivi non sente il «mia» e anticipa Lotti, palla a Rosolen e sinistro sotto la traversa. Secondo tempo, 14’, punizione liftata di Collauto, un mezzo corner, la palla gira bene e va dentro, con Volpato che dà il tocco della sicurezza oltre la linea. Il 2-2 al 34’, bel pallone di Cervesato in mezzo all’area, la difesa si muove male e l’Uomo Mascherato, in realtà ventenne, la gira dentro. Sì, le altre palle-gol sono tutte veneziane, Zanon (buono il debutto) di testa, Ragusa due volte, una clamorosa di Rigoni di testa, ma ci arriva il portiere o la mira è imprecisa.

    Novità.
    Intanto Zanon, rientrato e tesserato alla svelta. Ora c’è da capire se ci sono soldi o no per dare il qualcosa che manca. Correzzola è un bel rinforzo, per la D un attaccante con i fiocchi, ma dovrà trovare un armadietto libero, anzi liberato da un altro attaccante. Il campionato finisce a maggio e il Venezia può ambire a qualcosa di più del quinto posto.
    07 dicembre 2009

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