di Carlo Cruccu
PORDENONE. Un’ora di nulla assoluto e poi trenta minuti belli, intensi, spettacolari. Il calare delle tenebre sveglia le squadre, dopo che il grigiore del dopopranzo - complice lo zero alla voce emozioni - stava anestetizzando tutti gli spettatori. Alla fine manca il gol, è vero, ma questo Pordenone-Venezia non è da buttare via, come non è buttare via il punto preso in classifica.
Rispetto e attenzione. Cosa succede per un’ora? Succede che il Pordenone da una parte e il Venezia dall’altra stanno ben attente a non mettere il piede in trappola. Qualche attacco, ma con il comandamento di non scoprire centrocampo e difesa. Casella tiene d’occhio Nichele che gioca a ridosso delle punte, gode di una certa libertà il tornante Lella, perchè Modolo lo aspetta sulla trequarti, alcune sfumature tattiche non cambiano la sostanza di un primo tempo nel quale i portieri potrebbero giocare con i guanti bianchi e poi servire a tavola.
Episodio. Roba da moviola al 29’, Volpato va via in contropiede, con Campaner è uno sprint per taglie forti, volata di 20 metri e una volta in area il bomber va giù. Rigore? Per l’arbitro no, ma il dubbio rimane. Fosse stato rigore, più l’espulsione del difensore, la partita avrebbe preso altre strade. Lasciamola come semplice considerazione sopra le righe, è anche vero che alla fine il pareggio è il risultato più giusto.
Legni. La musica cambia quando il secondo tempo entra nel vivo. La sveglia è suonata da un diagonale di Sessolo che non trova un neroverde pronto a sbattere dentro il pallone, poi risponde Nichele di tacco e Posocco para, ma in tutti i presenti sboccia l’idea di una partita che si può aprire. Così al 17’ resta in gola il primo urlo: botta di Collauto messa in corner, dalla bandierina il capitano piazza il pallone sulla fronte di Nichele, gran girata e palo pieno. Ci siamo. Tacco di Volpato su grande azione di Corazza, sinistro di Tardivo, bel diagonale di Garbini, accidenti, sembra davvero un’altra partita, Favaretto corregge qualcosa ed ecco l’azione-chiave: 33’, cross di Collauto, Volpato a centro area si esibisce nello stop classico, di petto spalle alla porta, e scarica una legnata incredibile: traversa piena, parte inferiore, e palla giù, con la difesa che salva e il bomber che sta ancora recitando i salmi. «Non va» dice Sandro Piccinini.
Cartellino. Va, invece, Nichele. Ma sotto la doccia. Due ammonizioni in pochi minuti, dopo essere stato graziato per un contrasto con Garbini. E con il Venezia in dieci è bravo Favaretto a capire che il pari va bene. Niente inutili spavalderie, spazi ben chiusi, il Pordenone tenta un assalto finale ma in realtà non crea grandi problemi a Cavarzan. Zig-zag di Criaco, un paio di corner ed è ora di andare a casa con un buon punto.
Bilancio. Il Pordenone non è ai primi posti della classifica perchè ha cominciato male, ma è una squadra che alla lunga si farà valere. Il Venezia intanto resta a meno 8 dall’Este ma continua a crescere. Al velodromo “Bottecchia”, per la prima volta in questo campionato, ha fatto 0-0. Gli resta da sfatare un altro tabù, zero rigori a favore, cosa insolita per la squadra che ha il miglior attacco del campionato.
30 novembre 2009