VENEZIA. Buono il primo tempo, da sbadigli il secondo, una vittoria nettissima - più di quanto dica il punteggio (2-1) - che serve a scalare un’altra posizione, dal quinto al quarto posto, ma la distanza dalla vetta resta uguale, perchè là in cima stanno correndo come ghepardi. Di Venezia-Sanvitese questo è il concentrato, una partita che difficilmente racconteremo ai posteri.
Troppa differenza. Il 2-1 fa pensare a tanto equilibrio, sofferenza, paure finali. In realtà non è così, si capisce dopo pochi minuti che questo Venezia (Unione, come sottolinea il Gate 22, ma parliamo della stessa squadra e società, che hanno voltato pagina con l’anno scorso, questo è importante) è tre spanne più forte dell’avversario. Sotto l’aspetto della stazza fisica, ma sopratutto sul piano tecnico. Volpato da solo tiene in allarme la difesa friulana, per contro la retroguardia del Venezia non vive momenti di ansia e dare un voto nella pagella di Cavarzan è un’impresa.
Nichele. L’intuizione di Favaretto sta nel nuovo ruolo confezionato, da qualche settimana, per Nichele. Vertice alto di un centrocampo a rombo, una sorta di trequartista con qualità atletiche e una valida scelta di tempi per andare a graffiare in area. In gol l’altra domenica ad Albiano, in gol anche ieri, con una deviazione volante sulla punizione battuta da Collauto. La Sanvitese soffre nel marcarlo, badando da una parte a non aprire la linea difensiva, dall’altra a non sacrificare troppo uno dei centrocampisti.
Gioiello. Di buono, i biancorossi friulani mostrano il discreto sincronismo nell’applicare la “salita” che mette in fuorigioco le punte e poi, sicuramente, il gol di Cacurio. Ma sono fattori che non incidono sul punteggio. Come è stato questo gol? Un’invenzione di Nadarevic, un colpo di tacco smarcante, verticale, che mette Cacurio davanti al portiere, per un abile tocco da sotto, quanto basta a mandare il pallone dove Cavarzan non può arrivare.
I due gol. Rivediamo invece l’uno-due arancioneroverde, che chiude i conti già prima dell’intervallo. Il primo arriva dopo 18’, Collauto calibra uno dei suoi palloni, Nichele va incontro e devia di testa allungando la traiettoria, palla imparabile. Giusto premio, visto che pochi minuti prima l’ottimo Bboup aveva respinto sulla linea un tentativo di Corazza, sempre su cross del capitano e sfarfallata del portiere. Raddoppio al 40’, un destro carico di rabbia con la firma di Segato, una bomba che gonfia la rete e regala un sorriso orgoglioso ai genitori presenti in tribuna. a questo punto la partita è già finita.
Secondo tempo. Vuoi vedere che il gol di Cacurio (4’ s.t.) riapre la contesa. No. Perchè il gioco resta in mano al Venezia, anche se la squadra, a dire il vero, non produce occasioni come suo solito. Anzi, non inventa un tiro in porta degno di essere annotato. Possesso di palla, si gioca fino alle due trequarti. Un tiro di De Cecco dai 30 metri e stop. Dovrebbe fare qualcosa in più la Sanvitese, per recuperare e pareggiare, ma non ci riesce, per cui è chiaro che il 2-1 non è schiodabile. Dice quello che non è mai contento: una partita che si poteva chiudere prima. Ma in fin dei conti questa sfida si è rivelata chiusa in partenza.
23 novembre 2009