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Zappalorto in visita alla Serena «Nessuno spostamento da Cona»

IL verticEIl summit fra tutti i prefetti del Veneto, tenutosi ieri sera a Treviso, si è chiuso con una gita fuori programma: il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ha chiesto alla sua omologa...

IL verticE

Il summit fra tutti i prefetti del Veneto, tenutosi ieri sera a Treviso, si è chiuso con una gita fuori programma: il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ha chiesto alla sua omologa trevigiana Maria Rosaria Laganà di visitare la caserma Serena.

Non è sfuggito che la richiesta sia arrivata poche ore dopo che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha espresso la volontà di chiudere il centro di accoglienza di Cona entro breve tempo. E non è un mistero che sarebbe più facile t ...

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IL verticE

Il summit fra tutti i prefetti del Veneto, tenutosi ieri sera a Treviso, si è chiuso con una gita fuori programma: il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, ha chiesto alla sua omologa trevigiana Maria Rosaria Laganà di visitare la caserma Serena.

Non è sfuggito che la richiesta sia arrivata poche ore dopo che il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha espresso la volontà di chiudere il centro di accoglienza di Cona entro breve tempo. E non è un mistero che sarebbe più facile trovare posto ai 789 richiedenti asilo dell’hub veneziano attingendo agli spazi della Serena, alleggeriti rispetto all’emergenza dei mesi scorsi. Tanto più che la cooperativa che gestisce il sito trevigiano, la Nova Facility, è la stessa che ha vinto il bando per Conetta, bando poi “congelato”.

Mercoledì anche il sindaco Mario Conte aveva visitato l’hub trevigiano. Eppure tutti questi indizi, assicurano i protagonisti, non fanno una prova: «Trasferire parte degli ospiti di Cona alla Serena? No, questa ipotesi non è sul tavolo», ha ribadito ieri, al termine del vertice, il prefetto Laganà, «l’idea è di gestire queste dinamiche “in-house”, cioè ogni provincia terrà i propri ospiti senza trasferirli altrove».

L’obiettivo, ribadisce Laganà, è sempre quello di alleggerire le strutture attuali: «La Serena e la Zanusso sono comunque sotto controllo. Non ci sono stati nuovi arrivi, vediamo un normale turn over e non registriamo alcuna emergenza. Posso dirlo perché ho visitato personalmente le due strutture».

Sulla Serena rimane il nodo del bando relativo alla gestione: Nova Facility lavora in proroga (mentre, appunto, è sospeso quello che aveva appena vinto per Cona). «Abbiamo chiesto al Ministero di capirne di più», conclude Laganà, di fatto Nova Facility continuerà a lavorare in proroga in attesa di un nuovo bando, forse al ribasso.

La situazione potrebbe diventare più incandescente nei prossimi mesi, spiega il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto: «Si tratta di capire cosa succederà al di là dei confini nazionali», in Libia e in Siria, da cui sono previste nuove partenze.

Zappalorto è meno deciso di Laganà se si parla di eventuali trasferimenti da Cona a Treviso: «Di sicuro non c’è nulla, ma è un’operazione che non avrebbe senso, l’obiettivo è svuotare le caserme e non spostare gli ospiti».

Ma allora perché la visita alla Serena di Treviso, senza coinvolgere gli altri prefetti veneti intervenuti al summit, ma con la sola Laganà? «Perché sono curioso, ne hanno parlato bene, la cooperativa è la stessa che ha vinto il bando di Cona ed è normale che voglia vedere come funzionano queste caserme». —

Andrea De Polo

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