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Vendemmia 2018, i primi dati fanno ben sperare

La raccolta potrebbe essere leggermente anticipata rispetto al 2017. Si prevedono incrementi del 19% per Glera e Merlot e del 17% per Pinot Grigio

TREVISO. Quest’anno il germogliamento della vite nel Veneto è giunto con 7/8 giorni di ritardo rispetto al 2017, ma le precipitazioni e le alte temperature registrate nelle settimane a seguire, sempre rispetto allo scorso anno, ne hanno anticipato la fioritura. In pratica l’andamento vegetativo risulta essere ad oggi abbastanza nella norma, per cui stante questo quadro l’avvio della vendemmia 2018 potrebbe risultare solo leggermente anticipato rispetto al 2017, con la raccolta delle uve Pint Grigio e Chardonnay base spumante ipotizzata a ridosso di ferragosto.

Naturalmente, tutto dipenderà dall’andamento meteo delle prossime settimane, per il quale già tutti gli operatori stanno incrociando le dita. In questo momento il quadro del vigneto veneto si presenta dunque molto soddisfacente sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Infatti, grazie proprio alle giuste precipitazioni e alle buone temperature registrate negli ultimi due mesi, nel Veneto lo stato vegetativo delle uve si presenta generalmente ottimo, come pure lo stato sanitario, con una tendenza produttiva nettamente superiore rispetto al 2017, che però era stata un’annata di scarsa produzione.

Su base regionale vengono annunciati, grazie ai dati raccolti da una “Rete” di operatori che fanno capo ad alcune Cantine e Consorzi, incrementi del 19% per Glera e Merlot, 17% per Pinot Grigio, 15% per Breganze, 13% per Valpantena, 12% per Corvina, 10% per Valpolicella, Chardonnay e Valdobbiadene-Conegliano DOCG, 8% per Garganega. Sono questi, in estrema sintesi, i primi dati forniti a Conegliano dai promotori del Trittico Vitivinicolo Veneto, edizione 2018, ormai “storico” appuntamento organizzato da Veneto Agricoltura.
 
Nel corso della seconda parte di questo primo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto 2018 è stato, inoltre, fatto il punto su alcune importanti tematiche quali le possibili opportunità per una migliore sostenibilità ambientale del vigneto legate alla viticoltura di precisione e ai vitigni resistenti. Nello specifico, Luigi Sartori, dell’Università di Padova, ha illustrato i nuovi sistemi automatizzati per una migliore gestione del vigneto, in particolare
le tecniche innovative della viticoltura di precisione: dalla concimazione e i trattamenti a dose variabile fino alla raccolta selettiva. Michele Giannini, di Veneto Agricoltura, ha invece fatto il punto sullo stato della sperimentazione nel campo dei vitigni resistenti.

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