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Benetton jr: salvare le riforme e farne altre

L’imprenditore prevede una «coalizione allargata». Fuori dall’Europa? «Sarebbe un disastro»

TREVISO. «Penso che qualunque governo andrà a formarsi, si formerà con una coalizione allargata». Ne è convinto il presidente di 21 Investimenti, in un'intervista all’emittente Cnbc. «C’è ancora incertezza sul tipo di governo che si potrebbe formare», ha poi aggiunto, essendo la situazione molto frammentata. D'altra parte dobbiamo considerare che l'Italia, sfortunatamente per noi, è stata abituata ad avere una situazione di stabile instabilità».

Benetton ha anche detto di auspicare che nella nuova stagione non si sprechino i passi in avanti fatti negli ultimi anni: «Credo», ha spiegato, «che il nuovo esecutivo in qualche modo non dovrebbe abbandonare le cose buone che sono state fatte negli ultimi 24 mesi. Sono state avviate alcune riforme che hanno dato dei buoni risultati e non sono ancora finalizzate. Ci sarebbe piaciuto vederne delle altre, ma è stata tracciata una strada in questa direzione. Le previsioni del Pil sono molto più ottimistiche rispetto a un paio di anni fa, il tasso di disoccupazione sta calando, il lavoro per le giovani generazioni è ancora un problema, anche se sembra esserlo in dimensioni leggermente minori. Mi aspetto che il nuovo governo prosegua in questa direzione».

Per quanto riguarda l’Europa Benetton ha detto di credere «fermamente che non vada messa in discussione». Rispondendo ad una domanda sulle possibili preoccupazioni del mondo imprenditoriale rispetto ad una immaginabile presenza, nel prossimo governo italiano, di esponenti noti per il loro euroscetticismo, Benetton ha detto che l’uso della politica internazionale per ragioni elettorali locali «è una situazione comune all’Italia, ma anche a molti altri paesi europei».

«Forse», ha aggiunto, possiamo creare un’Europa migliore, un'Europa più efficiente, ma non voglio credere che ci sia qualcuno che crede che la direzione giusta sia quella di frammentare o separare l'Europa. Non ha senso. L'obiettivo è farla funzionare meglio». Per quanto riguarda le proposte avanzate da alcune parti politiche di ritorno alla moneta nazionale, il presidente

di 21 Investimenti ha risposto osservando che esiste «un aspetto tecnico che deve essere preso in considerazione e che rende questa ipotesi non fattibile». «Sarebbe un disastro dal punto di vista finanziario, della ristrutturazione del debito, della competitività del Paese».

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