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Tracollo Bpvi, nuove accuse agli ex vertici

La Procura ha chiuso l’ultimo filone d’indagine: ostacolo alla Vigilanza anche verso Bce e Bankitalia

VICENZA. Chiuso anche l’ultimo filone d’inchiesta su Bpvi, quello relativo al solo reato di ostacolo alla Vigilanza nei confronti di Consob con riferimento all’aumento di capitale del 2014 (è il fascicolo tornato da Milano). La Procura di Vicenza ha completato le indagini contestando agli otto indagati (Gianni Zonin, Samuele Sorato, Emanuele Giustini Andrea Piazzetta, Paolo Marin, Massimiliano Pellegrini, Giuseppe Zigliotto e Bpvi in liquidazione) nuove violazioni: l’ostacolo alla Vigilanza è stato esteso infatti anche a Bce e Bankitalia relativamente all’ispezione del marzo-agosto 2014 denominata “Asset quality review”. In pratica gli ex vertici dell’istituto berico avrebbero omesso comunicazioni importanti agli ispettori e in particolare non avrebbero riferito dei finanziamenti per l’acquisto di azioni proprie (728 milioni di euro) e delle relative lettere della banca che si impegnava al riacquisto o a garantire un rendimento.

Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare le memorie difensive, successivamente la Procura deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio. I pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, titolari dell’inchiesta sul tracollo, chiederanno quindi di unificare il procedimento a quello principale per il quale è in corso l’udienza preliminare. L’unificazione potrebbe avvenire già in fase di preliminare oppure, più probabilmente visti i tempi, in sede di dibattimento; la terza soluzione è quella di un processo

Bpvi bis.

Intanto l’udienza di questa mattina sarà dedicata alle eccezioni delle difese degli imputati. E sempre oggi, davanti alla casa di Zonin si terrà un presidio del M5S nell’ambito del “tour” che ha come tappe i luoghi della crisi bancaria veneta. (s.t.)

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