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L’INTERVISTA 

Brunetta: «Prima la vittoria poi troveremo l’accordo»

VENEZIA. Da settimane dispensa al mattino sondaggi che danno il centrodestra in testa. «Siamo a un passo dalla maggioranza assoluta», ha scritto ieri. Renato Brunetta, economista e già candidato...

VENEZIA. Da settimane dispensa al mattino sondaggi che danno il centrodestra in testa. «Siamo a un passo dalla maggioranza assoluta», ha scritto ieri. Renato Brunetta, economista e già candidato sindaco a Venezia è oggi di fatto il numero due di Forza Italia. E non rinuncia al suo ruolo di leader. «Oggi sarò a San Donà per lanciare la nostra campagna elettorale», dice, «con tutti i nostri alleati». E le fratture con la Lega? «Brunetta tira dritto: «Il nostro obiettivo è una performance straordinaria alle Politiche, per tornare al governo del Paese. Sulla base di questo risultato troveremo un candidato sindaco che possa vincere al primo turno».

Ci sarà anche la Lega?

«Certo, ci saranno Da Re e il vicepresidente della Regione Forcolin. La legge elettorale premia le coalizioni, e la nostra coalizione è unita».

Sicuro di avere già la vittoria in tasca?

«Un sondaggio Swg dà il centrodestra al 36,2 per cento. Ma la proiezione dei seggi ci dà fra i 270 e i 310 alla Camera, al Pd 150, ai Cinquestelle 140».

Se non andasse così si faranno le larghe intese?

«Mai: si torna subito a votare. Ma non succederà. Vinceremo noi».

Dunque la campagna elettorale la apre oggi.

«Distribuirò la carta con i nostri impegni a Verona, Treviso, San Donà. Aprirò uno spazio “Parla con me”, dove i cittadini possano segnarmi le loro richieste e loro proposte».

Torniamo a Venezia. Brugnaro sta governando bene?

«Sì. È il mio sindaco, io l’ho lanciato quando tanti storcevano il naso. Si sta rivelando un bravo sindaco, serio e concreto. Quando sarò al governo costituiremo un team per affrontare insieme le questioni. Venezia deve dialogare con il governo».

Le vostre proposte sul fisco sono credibili?

«Certo: Flat tax e aliquota unica al 23 per cento. Cancelleremo le pendenze con il fisco».

Un’amnistìa.

«Eh no. L’amnistìa è quando si fa lo sconto mantenendo le stesse regole Noi vogliamo azzerare tutto, semplificare e ridurre le aliquote a cinque, fare la dichiarazione dei redditi di una sola pagina. Insomma, cambiare un sistema fiscale iniquo».

Non ci sono le coperture.

«Certo che ci sono. Le troveremo dagli sconti fiscali. 170 miliardi che poi sono solo concessioni agli amici».

Sull’immigrazione avete le stesse posizioni della Lega.

«Ma quella è la politica di Berlusconi, non solo della Lega. A casa tutti quelli che non sono regolari e non hanno lavoro in Italia. Basta con il buonismo che produce allarme sociale. Guardate come sono ridotte città, stazioni, periferie».

Ma come pensate di fare? Siete già stati al governo.

«L’immigrazione va fermata nei paesi di origine, si devono fare accordi con quei governi. Qui da noi va rafforzato il sistema di sicurezza, anche con l’esercito».

Ma con Gentiloni e il governo del Pd gli sbarchi sono diminuiti.

«L’anno scorso ce ne sono stati 115 mila. È migliorata la situazione perché

noi abbiamo incalzato il ministro Minniti e lui ha bloccato i porti. Ma in un solo fine settimana di luglio ne sono arrivati 25 mila!»

Brunetta è pronto a tornare a Venezia da parlamentare o forse da ministro.

«Una cosa è certa: le elezioni le vinceremo noi».

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